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ANTONIO ABATE22:39
SALERNO DANZA FESTIVAL 2026, A GIOI CILENTO. DUE GIORNATE DEDICATE ALLA RICERCA CONTEMPORANEA
IL 17 LUGLIO IL PROGETTO C.RE.A.RE CAMPANIA CON LE CREAZIONI DI DANIEL DI BENEDETTO, CRISTIANA MAFFEI, MARA NOTO E RITA ESPOSITO. IL 18 LUGLIO COMPAGNIA DEGLI ISTANTI E ALBANIAN DANCE THEATERSalerno, 15 luglio 2026 - Prosegue il percorso del Salerno Danza Festival – De Rerum Natura, la manifestazione che attraversa il territorio salernitano portando la danza contemporanea nei luoghi della memoria e del paesaggio. Venerdì 17 e sabato 18 luglio Piazza Andrea Maio, nel cuore di Gioi Cilento, accoglierà due serate dedicate alla ricerca coreografica contemporanea, tra giovani autori, produzioni emergenti e ospiti internazionali.
Venerdì 17 luglio alle 21.30 il festival darà spazio al progetto C.RE.A.RE Campania, iniziativa dedicata alla valorizzazione delle nuove generazioni della danza e alla promozione della creatività coreografica regionale.
Ad aprire la serata sarà "Howl: dentro il muro", coreografia di Daniel Di Benedetto. Ispirato all'immagine del grido come necessità di relazione e richiesta di ascolto, il lavoro racconta la storia di una figura che si rifugia dietro una barriera invisibile per proteggersi dal mondo. L'incontro con una seconda presenza, sospesa tra ricordo e desiderio, mette progressivamente in crisi le difese costruite nel tempo. Attraverso un linguaggio fisico intenso e vulnerabile, la coreografia accompagna il protagonista verso l'accettazione della propria fragilità, trasformando il grido evocato dal titolo in un gesto di apertura e riconciliazione.
Seguirà "Cotidia" di Cristiana Maffei, una riflessione sulla quotidianità e sulle dinamiche che caratterizzano la vita contemporanea. Lo spettacolo indaga la frenesia che scandisce le nostre giornate e il modo in cui essa influenza le relazioni, la percezione di sé e il rapporto con gli altri. Attraverso il movimento, la coreografia invita a interrogarsi sulla possibilità di rallentare, ritrovando uno spazio di autenticità al di fuori delle logiche della produttività e dell'accelerazione costante.
A chiudere la serata sarà "Anabasis", progetto coreografico di e con Mara Noto e Rita Esposito. Il lavoro prende il nome dal termine greco che indica la risalita e si sviluppa come un viaggio fisico e simbolico verso una nuova consapevolezza. Le due interpreti costruiscono una relazione fatta di riflessi, protezione reciproca e riconoscimento, dando vita a un dialogo corporeo che attraversa fragilità, trasformazione e crescita. La danza diventa così metafora di un percorso condiviso in cui il confronto con l'altro si rivela strumento di evoluzione e conoscenza.
Sabato 18 luglio alle 21.30 il festival proseguirà con due importanti ospiti della scena contemporanea italiana e internazionale.
In programma "K.I.T.S.C.H. – Karaoke Is The Supreme Challenge" della Compagnia degli Istanti, diretta da Simona Bucci, con coreografia di Camilla Giani. Artista formatasi tra danza contemporanea e Butoh, Giani costruisce una performance che utilizza il karaoke come metafora del potere trasformativo della rappresentazione. Lo spettacolo indaga il confine tra individuo e collettività, tra identità personale e rito condiviso, trasformando l'atto performativo in un'esperienza di sospensione, liberazione e partecipazione. Dietro l'apparente leggerezza del dispositivo scenico emerge una riflessione profonda sul corpo come luogo di attraversamento e sulla performance come pratica capace di generare comunità.
La serata si concluderà con "Void" dell'Albanian Dance Theater Company, storica compagnia fondata nel 2000 da Gjergji Prevazi e considerata oggi il principale punto di riferimento della danza contemporanea in Albania. Il lavoro esplora il vuoto come condizione esistenziale, emotiva e politica del presente. Attraverso una scrittura coreografica essenziale, atmosfere sospese e un tempo scenico dilatato, la performance accompagna il pubblico in un percorso che attraversa isolamento, perdita e rinascita. Il vuoto non viene rappresentato come assenza, ma come spazio di resistenza e possibilità, luogo in cui il corpo può ridefinire la propria presenza e immaginare nuove forme di esistenza.




