SANITA’, ALIBERTI: “LA POLITICA TROPPO IMPEGNATA NELLE PROSSIME ELEZIONI DIMENTICA IL TEMA DELLA SANITA’. FACCIAMOCI SENTIRE A PALAZZO SANTA LUCIA”

letto 30 volte
fb-img-1682499217265.jpg

Scafati, 06 ottobre 2026 –Il Sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti interviene sul tema della Sanità: 

“Premesso che non ho nessun interesse elettorale, in quanto non sono candidato alle prossime elezioni politiche, per il mio ruolo di sindaco di una città di 50mila abitanti, ho una responsabilità rispetto a un’emergenza sanitaria che riguarda la mia città ma più in generale tutta la Campania. Ho provato ad interloquire con i livelli apicali regionali e pur ringraziando il vicepresidente Casillo e il Presidente Fico per avermi ricevuto e ascoltato dopo aver chiesto un appuntamento formale e informale, la percezione è che questo Governo regionale, al momento, resti fermo e stagnante sulla questione Sanità. 

Tanto è vero che, nonostante il grido d’allarme che arriva dalla provincia di Salerno, da Agropoli e da Scafati in particolare, dove gli ospedali sono stati completamente chiusi, l’Atto aziendale approvato dal precedente Governo regionale non è stato attuato e continua ad essere modificato senza una logica sanitaria. È chiaro ormai a tutti che non si può aprire un Pronto Soccorso senza avere alle spalle una struttura di supporto adeguata. Così come è limpida l’inutilità di bandi di concorso per medici di emergenza che dovrebbero occupare posti in due ospedali che non hanno strutture idoneea gestire situazioni difficili o pazienti eventualmente, da stabilizzare. 

Siamo davanti a una politica fatta di slogan, chiacchiere, promesse, tavoli tecnici, incontri e documenti che servono solo a tapparci la bocca, di anno in anno e che spuntano guarda caso sempre di più alla vigilia delle campagne elettorali: da una parte la responsabilità di chi dovrebbe governare la Regione Campania e gestire l’emergenza, dall’altra, mi dispiace dirlo, l’assenza di chi dovrebbe sfasciare questo sistema, anche dai banchi dell’opposizione. 

Invece passano i mesi, passano gli anni e pur essendo usciti dal Commissariamento riconsegnando le competenze sulla Sanità alla Regione, mai ho avuto il piacere di leggeredi un argomento di Consiglio regionale nel quale si affrontasse la tematica della rete dell’emergenza, della sanità territoriale o dell’alta specializzazione. Senza nemmeno affrontare il tema della sanità territoriale, delle liste d’attesa o degli esami strumentali per i quali dobbiamo mettere mano alla tasca per prestazioni che dovrebbero essere dovute, come previsto dalla Costituzione, che viene citata solo quando conviene. Tutto questo in una Regione che continua a produrre morti per le carenze e la disorganizzazione di un sistema che si fonda sull’intervento del 118 senza medico a bordo e su Pronto Soccorso affollati, dove anche per problemi seri si è costretti a sostare per intere giornate. Senza infierire ancora sul tema dei viaggi della speranza o della mobilità passiva. 

La mia chiamata all’appello è trasversale, non ideologica, e si rivolge a noi amministratori locali che viviamo la politica dei territori:è arrivato il momento della mobilitazione. Una protesta che non può più passare attraverso manifestazioni nelle singole città, che producono anche problemi di viabilità. Ricordo a tutti che il palazzo delle responsabilità, si chiama Santa Lucia e si trova a Napoli ed è occupato oggi democraticamente dal voto popolare da Fico e da una coalizione di centrosinistra che ha il peso dell’azione e della soluzione davanti all’immobilismo di tutta la politica regionale. 

Il mio messaggio è rivolto agli uomini e alle donne che, al di là delle appartenenze, vogliono darci una mano a creare un’interlocuzione con il Presidente della Regione, anche se dovessimo arrivare all’occupazione pacifica di Palazzo Santa Lucia. Ai consiglieri regionali, invece, suggerisco almeno un Consiglio monotematico, come avevo già fatto per il Sarno, affinché esca fuori l’idea di questo Governo regionale rispetto ad un tema di cui si parla tanto ma sul quale non si agisce nonostante la Sanità rappresenti circa il 65% del bilancio regionale”.