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CURA, CIBO E BELLEZZA: ERCOLANO A ROMA CON IL SUO PATRIMONIO PIU' VIVO
Il Parco protagonista a Race for the Cure e a Celiakè'! Il villaggio Gluten free: due appuntamenti, un solo messaggio – il patrimonio culturale è uno strumento di benessere, per ieri e per oggi
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Cosa hanno in comune una maratona per la prevenzione del tumore al seno e una fiera dedicata all'alimentazione senza glutine? A prima vista, poco. Eppure, per il Parco Archeologico di Ercolano, entrambe sono state l'occasione per raccontare la stessa cosa: che un sito archeologico non è solo un luogo del passato, ma uno specchio capace di riflettere domande e valori del presente.
Nel mese di maggio il Parco ha partecipato a due manifestazioni nazionali promosse dal Ministero della Cultura a Roma, portando con sé storie di corpi, di cibo, di cura e di resilienza. Due eventi diversissimi per pubblico e vocazione, uniti da un filo sottile e prezioso: la convinzione che il patrimonio culturale, quando davvero viene vissuto, fa bene.
Al Circo Massimo, nel nome della prevenzione
Dal 7 al 10 maggio, il Circo Massimo di Roma si è trasformato nel cuore pulsante della 27ª edizione di Race for the Cure, la più grande manifestazione europea dedicata alla lotta contro il tumore al seno. Decine di migliaia di persone, i volti colorati delle "Donne in rosa", famiglie, associazioni, istituzioni: un'energia collettiva rara, che ogni anno ricorda quanto la prevenzione sia un atto di cura verso se stessi e verso gli altri.
In questo contesto, il Parco Archeologico di Ercolano ha scelto di esserci. Nello spazio espositivo del Ministero della Cultura, due video hanno raccontato Ercolano in modo inedito: non solo come sito UNESCO, ma come luogo in cui la fragilità umana si è trasformata in memoria straordinaria. Via Mare e il Parco e Vivere il patrimonio – entrambi realizzati in collaborazione con il Packard Humanities Institute – hanno restituito immagini di vita quotidiana, di corpi che abitavano le strade dell'antica città, di una comunità sorpresa dall'eruzione e consegnata, proprio per questo, all'eternità.
Perché Ercolano, in fondo, è anche questo: una storia di resistenza. E in una manifestazione che celebra la forza di chi affronta la malattia, raccontare quella storia aveva un senso profondo.
A Cascina di Sotto, la tavola antica incontra l'inclusione
Qualche giorno dopo, il 16 e 17 maggio, è stata la volta di Celiakè?! Il villaggio Gluten free – II edizione – la manifestazione romana dedicata alla celiachia e a un'alimentazione che non lasci nessuno fuori dalla tavola, ospitata presso la Cascina di Sotto (via Boccea 922, Roma). Il Parco Archeologico di Ercolano ha partecipato al ricco programma dell'Area MiC, curato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, con un intervento specifico e con la propria presenza istituzionale nelle due giornate.
La funzionaria archeologa Maricarmen Pepe ha tenuto un intervento intitolato Cereali, olio e vino. “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano", partendo dalla mostra, in corso a Villa Campolieto, che racconta i reperti alimentari rinvenuti a Ercolano – cereali, legumi, frutta, pesce, olio, vino – conservatisi in modo eccezionale grazie all’eruzione del Vesuvio e oggi capaci di restituirci un ritratto vivissimo di cosa si mangiava, come si cucinava, cosa si vendeva nelle botteghe dell'antica città.
In particolare, l'intervento si è concentrato sulla triade mediterranea: cereali, olio e vino, i tre pilastri dell'alimentazione romana che non erano solo cibo, ma elementi centrali nei sistemi simbolici e religiosi, nonché assi portanti dell’economia agricola e urbana in età romana. Un regime alimentare radicato nel territorio e nella cultura, che guarda sorprendentemente lontano rispetto alle sensibilità di oggi: diversificato, stagionale, fondato su ingredienti semplici e naturali.
Raccontare tutto questo in una fiera dedicata all'inclusione alimentare non era un esercizio accademico: era un modo per dire che il dialogo tra antichità e presente, tra archeologia e vita quotidiana, è più fertile di quanto si immagini.
Ercolano fuori dai suoi confini
Le due presenze romane fanno parte di un percorso che il Parco sta costruendo con consapevolezza: uscire dall'area archeologica senza perdere la propria identità, portare il patrimonio UNESCO del Vesuviano dove si parla di salute, di cibo, di corpo, di comunità. Perché Ercolano non è solo un sito da visitare: è un luogo da cui imparare, ancora, molto.



