SCAVI DI POMPEI, INCONTRO SINDACALE: DIALOGO SERENO TRA SOPRINTENDENZA E SINDACATI. PREVISTO NUOVO INCONTRO PER IL 21 NOVEMBRE

Intanto, non accennano a diminuire le polemiche sulle dichiarazioni dell'UNESCO: numero chiuso per Pompei Scavi
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Dopo la pessima figura fatta nei confronti dei numerosi turisti rimasti ad aspettare in fila per ore l'apertura dei cancelli, chiusi a causa di assemblee sindacali, finalmente una buona notizia, apertura della Soprintendenza nei confronti dei sindacati. 

Infatti, l’incontro di questa mattina tra la Soprintendenza e i sindacati dei lavoratori dei siti archeologici vesuviani, che si aggiornerà il 21 novembre in un nuovo tavolo di confronto, è stata occasione di valutare, in un clima di assoluta serenità e collaborazione, la bozza delle linee guide che l’amministrazione assieme alla Direzione generale del Grande Progetto aveva presentato sul tema della riorganizzazione della vigilanza.

Nel corso della riunione, che era stata anticipata ad oggi rispetto alla data già concordata del 19, sono state acquisite le proposte delle varie sigle sindacali e la RSU, finalizzate ad una migliore e più funzionale gestione dei turni del personale di vigilanza, soprattutto in termini di riorganizzazione delle squadre e dei sistemi di coordinamento. Tali indicazioni saranno valutate dall’amministrazione, che presenterà al prossimo incontro un quadro organizzativo da analizzare e condividere con i rappresentanti dei lavoratori.

Dopo la buona notizia del rasserenamento dei rapporti Soprintendenza-Sindacati, non si fermano le polemiche dei rappresentanti dell'UNESCO in visita a Pompei e sulle loro affermazioni: troppi turisti a Pompei. Ci vuole il numero chiuso.

Dichiarazione queste che hanno alzato un polverone. ma come si fa a chiudere l'ingresso ai turisti che arrivano da tutte le parti del mondo? Usurano Pompei Scavi con i loro passi? L'assurdità di queste dichiarazioni, stigmatizzata da tutti, è evidentissima. E' come dire, non vi fate i bagni a mare che inquinate l'acqua. Pompei ha più di 2 milioni di visitatori annui, con tendenza all'aumento, che riempiono le casse della Soprintendenza che, ad oggi, ha un tesoretto di più di 70 milioni di euro, senza contare i 105 milioni che stanno arrivando dall'Europa. Cosa bisogna fare allora? Aumentare i custodi e migliorare il restauro delle case più bisognose di recupero e aumentare la sicurezza. Ma non si parli di numero chiuso per carità. E' una idea balzana che si può attuare solo per un museo magari, ma non di una città antica come Pompei. Non è colpa dei turisti se le intemperie e le piogge causano crolli. Migliorare idrogeologicamente Pompei, questa è la strada giusta.