‘LE DOLOMITI DI NAPOLI’. STORIE DI VITA E DI POLITICA

Bassolino a Scafati: “Fare il sindaco è stata l’esperienza più bella”.
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“Le Dolomiti a Napoli non esistono, ma sono dentro di me”. Così l’ospite atteso non atteso alla Biblioteca comunale, Antonio Bassolino, sindaco di Napoli dal 1993 al 2000, ministro del Lavoro nel primo governo D’Alema 1998-99 e presidente della Regione Campania dal 2000 al 2010, ha spiegato il titolo del libro, che ieri sera, ha presentato a Scafati, nella Biblioteca Francesco Morlicchio. “Le Dolomiti e Napoli sono le mie più grandi passioni. Sulle montagne puoi salire molto in alto, se sai mettere in sicurezza le mani e i piedi, si può arrivare a cime altissime, ma si può anche scendere. E la discesa è sempre più difficile”. Un lungo intervento, quello del ‘sindaco Bassolino’, così come molti concittadini napoletani continuano ad appellarlo per strada, perché in fin dei conti “essere il Sindaco di una città, al di là degli steccati politici, è l’esperienza più bella”. Accanto a lui, ad ascoltarlo il sindaco Pasquale Aliberti, intervenuto solo per commentare l’autore, evitando accuratamente di affrontare la questione politica, così come Bassolino ha precisato di non voler entrare nel merito delle vicende politiche di centro-destra o centro-sinistra. L’unico riferimento all’attualità è stato il suo giudizio positivo sul governo Renzi, al quale ha ammesso di “guardare con simpatia”. Una platea attentissima ha ascoltato in religioso silenzio i relatori, l’assessore alla Cultura Antonio Fogliame, lo psichiatra e presidente dell’associazione giornalisti Cava-Costa D’Amalfi Walter Di Munzio e il registra Domenico Maria Corrado, che ha letto alcuni passi del libro in maniera appassionata, e la direttrice della Biblioteca Maria Benevento. “Nel corso della mia esperienza da sindaco – ha continuato l’ex governatore della Campania - ho capito, che la cosa più importante, è stata quella di essere il sindaco di tutti. Da sindaco ‘rosso’ non ho avuto problemi a portare i fiori alla Madonna. Come si fa a vivere a Napoli e non credere a S.Gennaro?”. Il sindaco Bassolino ha spiegato come il sangue sia l’emblema di Napoli e di come quest’ultimo sia ravvisabile nel colore dei campi Flegrei, nella lava vesuviana. Un’immagine della ‘città del sole’, rappresentata in tutte le sue sfaccettature, anche quelle più oscure, che hanno a che fare con la criminalità, la camorra e una “cultura, forse, sbagliata”. Un racconto, dal quale traspare, però, un grande amore per Napoli e la sua gente. Questo, è bastato per placare la polemica sollevata da alcuni partiti, che non avevano digerito la presenza di Bassolino a Scafati, per le vicende politiche inerenti alla sanità e alla gestione regionale del passato.