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POLEMICHE, PROTESTE E BOICOTTAGGI IN MOLTE SCUOLE CONTRO LA PROVA NAZIONALE INVALSI
Docenti e alunni boicottano le prove Invalsi in molte scuole italiane, sia al Nord che a SudQuando fu introdotta la prova Invalsi erano i Dirigenti scolastici, insieme ai docenti, a protestare vivacemente, oggi invece i Dirigenti scolastici si sono allineati a quanto imposto dal MIUR e a protestare rimangono solo i docenti e gli allievi.
Quindi molti studenti sono rimasti a casa, altri si sono riuniti in sit-in, oppure in classe, ma con la matita al posto della penna per rendere inutili i test. A leggere le cronache, dobbiamo constatare che è riuscito il boicottaggio di queste assurde prove Invalsi, ieri riservate solo agli studenti di seconda superiore, dopo che nelle scorse settimane erano state somministrate agli alunni delle scuole medie ed elementari.
Da Mantova a Salerno, da Venezia a Mestre, sono continuati boicottaggi, le proteste e le polemiche contro una prova Invalsi che sta facendo discutere da anni i docenti e gli alunni, oltre che i genitori. Sono stati una minoranza gli studenti che hanno compilato i test voluti dal ministero dell’Istruzione per valutare «conoscenze e abilità degli studenti» e contestati da studenti e professori per la loro incapacità di valutare lo stato di salute delle scuola italiana.
«Non vogliamo partecipare ai test Invalsi», spiega Federica, alunna di scuola superiore, rappresentante d’istituto, «perché riteniamo che non siano uno strumento valido per valutare le nostre competenze e quelle dei professori. Non è con un test che si misura la capacità dei nostri insegnanti. Temiamo poi che i risultati delle prove siano funzionali a decidere come ripartire i finanziamenti, premiando le scuole migliori, quando sono quelle più in difficoltà che invece dovrebbero essere aiutare».
Anche Elisa, rappresentante d’istituto di un liceo dichiara: «molti ragazzi di seconda sono stati a casa, mentre quelli che hanno partecipato lo hanno fatto compilandolo con la matita o cancellando il codice a barre d’identificazione, così da annullare il valore della prova». Altri studenti, sempre di liceo, sono entrati nelle classi in cui erano in corso le prove leggendo un comunicato per esprimere contrarierà alle prove. Molti docenti appartenenti ai COBAS hanno aderito allo sciopero indetto dalla loro associazione sindacale. «Un’adesione importante, sia per lo sciopero dei docenti che dovevano somministrare le prove sia per l’adesione dei ragazzi» spiega il rappresentante sindacale dei COBAS «tutti stanno capendo l’inutilità dei test, che trasformano la scuola in un gioco a quiz».
Come si sa l’art. 5 della legge 176/07 stabilisce che, “a decorrere dall'anno scolastico 2007-2008 il Ministro della pubblica istruzione fissa, con direttiva annuale, gli obiettivi della valutazione esterna condotta dal Servizio nazionale di valutazione in relazione al sistema scolastico e ai livelli di apprendimento degli studenti, per effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti iscritti alle classi seconde e quinte della scuola primaria e alle prime e terze classi della scuola secondaria di I grado, nonché altre rilevazioni necessarie per la valutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole”.
Con la Direttiva n.74 e n.75 del 15.09.2008 il Ministro ha stabilito che a regime tutte le classi indicate nella legge saranno sottoposte a rilevazione annuale degli apprendimenti; il regime transitorio di durata triennale ha previsto che anche quest’anno, diversamente dallo scorso anno scolastico 2008-09, la somministrazione delle prove riguardi le classi seconde e quinte della scuola primaria, cui si aggiungono le classi della prima e le terze della scuola secondaria di primo grado nell’anno scolastico 2009/10 e adesso anche alle superiori. Quindi una prova in più per la valutazione all’esame di licenza. Inoltre, fa media con le altre prove scritte.
Ma da dove origina la protesta dei docenti e degli alunni? Ebbene, la protesta parte da alcuni aspetti emersi nel corso delle prove sostenute dagli alunni durante gli anni scorsi, e ritenuti negativi e pregiudicanti ai fini della valutazione degli alunni, soprattutto dei più meritevoli:
L’INUTILITA’ DELLA PROVE
-Un sistema di valutazione non adatto alla scuola italiana, che avrebbe bisogno soprattutto di cambiare prima i programmi rendendoli semmai adeguati alle prove INVALSI.
-I professori non sono preparati per dare agli allievi la forma mentis per risolvere i quiz INVALSI.
-A lungo termine, distruggeranno la didattica e la scuola pubblica a favore della scuola privata.
LA DURATA E IL TEMPO
-La durata di ciascuna prova è esigua e insufficiente rispetto ai quesiti da svolgere, sia in italiano che in matematica;
-Le prove sono ritenute troppo corpose per essere somministrate nella stessa giornata, con un intervallo di appena 15 minuti tra una prova e l’altra;
-Eccessiva burocrazia;
LA VALUTAZIONE
-La valutazione è ritenuta troppo restrittiva rispetto al numero di risposte corrette registrate, data la difficoltà e i tempi delle prove;
-L’Incidenza eccessiva e negativa della prova INVALSI sulla valutazione degli esiti finali e dell’intero curriculo, che tiene conto dei livelli di partenza, dei progressi registrati e del livello di maturazione.
-La mancata previsione di un incentivo per i docenti, sovraccaricati di un onere che spetterebbe agli istituti di rilevazione dati, preposti a tale scopo. I docenti, infatti, sono costretti a trattenersi oltre l’orario scolastico e ad oltranza fino al temine della correzione, senza alcuna retribuzione. -Gli alunni non vogliono essere valutati come numeri.
-I docenti e i genitori ritengono il sistema di valutazione a quiz ridicolo e privo di ogni validità scientifica.
-Le valutazioni degli alunni, dei docenti e anche delle scuole, serviranno per spostare i finanziamenti alle scuole più “virtuose”.
-Non si può americanizzare la nostra scuola, quando la nostra scuola pubblica è stata sempre ritenuta una delle migliori al mondo.
I genitori e i docenti pensano che l’Invalsi sia stato l’ennesimo carrozzone messo su per sistemare questo o quell’altro amico. Inoltre, ci dice ancora che le prove somministrate agli alunni non sono rispondenti ai programmi. Da qui derivano le votazioni che sono nel 45% dei casi, negative, e facendo media, abbassano di molto i voti finali degli allievi.












