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ANNALISA MINETTI PRESENTA 'IRIDE'
L'autrice racconta il percorso di fede che le ha permesso di superare la cecitàUn racconto intimo, la storia di una donna straordinaria in grado i trasformare gli ostacoli che la vita le ha riservato, nei suoi punti di maggiore forza.
Si mette a nudo Annalisa Minetti durante la presentazione del suo libro dal titolo ?Iride, veloce come il vento? che si è tenuta lo scorso venerdì presso il Teatro San Francesco di Paola a Scafati.
Lo fa nel modo più pacato possibile, raccontandosi come si è soliti fare con gli amici più cari; del resto questo è il suo intento e lo ribadisce più volte dal palco: la voglia è quella di condividere gli insegnamenti più grandi che ha ricevuto dalle sue esperienze di vita e quelli che attinge quotidianamente dalla sua grande fede.
Una vita segnata da grandi sofferenze quella di Annalisa: la perdita di una sorella di pochi mesi, un fratello nato con un forte ritardo della personalità, un?infanzia trascorsa a nascondere le proprie difficoltà visive, e poi la notizia tremenda dell?imminente perdita della vista. Anche il dolore più grande riesce, però, ad essere considerato dall?autrice come un grande dono, quasi una liberazione; la cecità come la sua più grande amica l?avrebbe resa una donna migliore e le avrebbe insegnato a vedere con gli occhi del cuore.
Grazie all?amore della sua famiglia e al forte percorso di fede raccontato nel libro, Annalisa comprende di aver ricevuto un compito: quello di inviare un messaggio di speranza e di forza alle persone ?distratte?. Da qui le numerose sfide che l?hanno vista protagonista e vincitrice: finalista di Miss Italia nel ?97, vincitrice del Festival di San Remo nel ?98 e ultima l?impresa di Londra: medaglia di bronzo e record mondiale di mezzo fondo 1500 m per la categoria ciechi alle para Olimpiadi 2012.
Toccanti le parole di speranza con cui si è concluso l?incontro: ?Perdente nella vita è solo chi non tenta l?impresa, tutto è possibile e io ne sono l?esempio. Mi sento oggi grande- ha proseguito la Minetti- perché Dio mi ha insegnato a sorridere al dolore; ho deciso che non avrei rinunciato ai colori, non li avrei visti ma li avrei vissuti.?



