CLUB LIONS POMPEI. PRESENTAZIONE DEL LIBRO "CAMPANIA TERRA DI VELENI" DI G. TARRO E A.GIORDANO

Venerdì, ore 18, presso la Sala Consiliare del Comune di Pompei, i due eminenti scienziati presenteranno il loro libro, nell'ambito del service lions "Libri in biblioteca". Intervista esclusiva al prof. Giulio Tarro.
letto 1807 volte
campaniaterradiveleni.jpg

Nell?ambito delle tante attività lionistiche organizzate dal club lions Pompei e dal suo Presidente, geol. Prisco Cutino, c'è anche un service denominato "Libri in biblioteca", che vuole favorire la lettura e la conoscenza di testi inediti e che hanno un notevole valore culturale. Tra le decine di testi proposti, è stato scelto il testo scritto da due eminenti scienziati: il prof. Giulio Tarro e il prof. Antonio Giordano, "Campania Terra di Veleni".

Il libro sarà presentato a Pompei, presso la Sala Consiliare del Comune, alle ore 18. Per l'occasione abbiamo intervistato il prof. Giulio Tarro, Primario emerito dell'Azienda Ospedaliera "D. Cotugno" di Napoli, nonché Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT - UNESCO, Parigi, nonché Adjunct Professor College of Science and Technology, Temple University, di Philadelphia, nonché Presidente della Fondazione de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro, ONLUS, ma si potrebbe riempire un articolo intero ad elencarne i titoli di merito.

-Prof. Tarro, com'è nato questo libro?

A luglio di quest"anno Antonio Giordano e io presentiamo alla Mostra d'Oltremare il libro "Campania, terra di veleni". Chi volesse leggerlo non ha che da scaricare, gratuitamente, l'ebook al sito www.denaro.it. Limitiamoci qui a citare un solo dato: nelle nostre terre si ammala di cancro il 47% in più della popolazione rispetto al resto d'Italia. È la conseguenza di un inquinamento ambientale (discariche abusive, diossine...) che non ha pari in Europa. Una realtà incontrovertibile anche se, non più di qualche anno fa, c'era ancora un ministro della Salute che osava additare come "irresponsabili allarmisti" chi come noi evidenziava il problema. Oggi la risposta delle istituzioni è meno sprezzante ma comunque sconfortante : "L'Istituto Superiore della Sanità - dichiara l'attuale ministro Renato Balduzzi - sottolinea che, oltre ai fattori ambientali vanno considerati stili di vita e accesso alla diagnosi precoce". E nomina, il 24 luglio, una Commissione di esperti che, entro settembre, dovrebbe chiarire la questione.

-"Quando voglio seppellire un problema" - sentenziava Clemenceau - "creo una commissione". Rischia di essere questa l'epigrafe sullo studio "Campania, terra di veleni".

Ora, per quanto stimabili possano essere i membri della Commissione, non si capisce proprio come possano, in poche settimane, escludere o confermare la causa ambientale per gran parte dei casi di neoplasia o per i numerosi casi di malformazioni genetiche (che non si capisce proprio come possano essere addebitati a "stili di vita e accesso alla diagnosi precoce"). Restiamo, comunque, come si dice in questi casi, in fiduciosa attesa. Quello che, in ogni caso, non siamo disposti a tollerare è che alla fine di settembre si arrivi ad una proroga nei lavori della Commissione e poi ad un'altra proroga e un'altra ancora....

-Ho capito professore, è il solito problema, si nomina una commissione che dovrebbe essere a tempo, ed essa rimane a vita. Ma cosa si può o deve fare per limitare i danni?

Se non si dà subito avvio ai lavori di bonifica, se non si interviene subito contro i roghi che riempiono di diossina i nostri cieli, se non si attua subito un programma straordinario di screening ambientale e sanitario... il rischio non è solo il perpetuarsi di una drammatica situazione sanitaria ma anche il riproporsi nella nostra regione di quello che si è verificato in queste settimane a Taranto. E contro la chiusura, per disposizione giudiziaria di intere filiere agricole e produttive o di reti di distribuzione idrica, non serviranno gli ipocriti appelli al "senso di responsabilità" rivolte alla Magistratura o, addirittura, i cortei per scongiurare la conseguente catastrofe economica.

Il diritto alla salute, ad un ambiente non inquinato, resta ancora oggi un cardine del nostro sistema giuridico, della nostra Costituzione. E se qualcuno pensa che possa essere declassato o addirittura ignorato in nome della "crisi economica" ha fatto male i conti. Anche perché il nostro appello non è rimasto inascoltato.

-Professore cosa si può fare per stimolare i nostri politici a muoversi, a provvedere affinchè diminuisca quella paurosa percentuale del 47%?.

«Noi non voteremo politici e parlamentari che non fanno il proprio dovere per difendere la salute dei cittadini. E invitiamo gli elettori a fare lo stesso». Già un centinaio di tra medici, ricercatori e scienziati hanno fatto proprio il nostro appello che ora, tradotto in inglese, sta mobilitando anche i colleghi d'oltreoceano. E anche i "non addetti ai lavori" si stanno mobilitando, come dimostrato dalle centinaia e centinaia di persone che si sono affollate nella Villa Comunale di Pomigliano D'Arco per discutere, chiedere concreti e immediati provvedimenti.

E si stanno pronunciando anche gli esponenti delle comunità locali - a partire dai "sindaci della Terra dei fuochi", che finalmente stanno chiedendo immediati interventi per fronteggiare una situazione oramai insostenibile; bonifiche che possono e devono essere una straordinaria occasione di sviluppo, oltre che di risanamento del territorio, e che scongiurino lo scandalo nazionale dei 350 milioni di euro destinati alle aree martoriate e risucchiati in un buco nero. Un "successo", quindi il nostro appello; ma non dormiamo sugli allori. La mobilitazione per un risanamento del territorio campano è appena cominciata.

-E il prof. Antonio Giordano com'è stato coinvolto in questa sua iniziativa editoriale?

Intanto, vorrei ricordare che Antonio Giordano è Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e Direttore del Centro di Biotecnologia nel College of Science and Technology. Inoltre, dal 1 gennaio 2004 è Professore Ordinario per chiara fama nel settore scientifico‐disciplinare di Anatomia Patologica del Dipartimento di Patologia Umana ed Oncologia dell?Università degli Studi di Siena.

Ma andiamo per ordine. Nel maggio del 1977, il Centro Studi di Politica Economica e Sociale Nuovo Mezzogiorno di Napoli pubblicava un libro bianco sulla ?Salute e ambiente in Campania. La presentazione del Professor Mauro Leone, Presidente del Centro, focalizzava, da subito e, per la prima volta, l?inquinamento a livello scientifico-sociale grazie al lavoro di un team di studiosi.

L'articolo introduttivo, a firma di Giannino Di Stasio, sottolineava come la pubblicazione in esclusiva, de "la mappa della nocività" a Napoli e in provincia, tracciata da un gruppo di studiosi napoletani della fondazione Pascale, guidati dal Professor Giovan Giacomo Giordano, fosse un vero e proprio elemento di innovazione. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del testo a cui parteciparono numerosi giornalisti appartenenti a testate nazionali, il professor Giordano illustrò con estrema competenza scientifica i risultati della ricerca. Fu un grande successo scientifico e mediatico.

Altri studi sulle condizioni igieniche e sanitarie di una città dolente (Napoli), a cura del sottoscritto e dell'ambientalista Giorgio Nebbia arricchirono contenutisticamente il libro bianco edito da Politica Meridionalista, diretta già nel 1972 ed, ancora oggi, da Nicola Squitieri.

A distanza di alcuni decenni, il figlio del Professor Giovan Giacomo Giordano, Antonio, ed io abbiamo voluto rinnovare la presentazione del libro bianco con una nuova edizione che, prendendo lo spunto dai medesimi temi del passato, ancora attuali, sono stati arricchiti ed approfonditi grazie anche al prezioso contributo di studiosi indipendenti.

-Grazie Professore Tarro, ci rivediamo Venerdì a Pompei presso la Sala Consiliare, alle ore 18. La pesentazione è aperta a tutti.