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DISTACCO DI UNA LIMITATA PORZIONE DI INTONACO NEL TEMPIO DI GIOVE
In attesa dei famosi 105 milioni di euro, i restauratori della Soprintendenza provvederanno ad assemblare i pezzi e ripristinarli sul sitoStamane, si è verificato il distacco di un pezzo di intonaco grezzo di circa un metro dal paramento esterno della parete orientale della cella del Tempio di Giove di Pompei. il pezzo di intonaco era stato restaurato in epoca borbonica e ricollocato sul sito. La sua caduta è da ricondurre agli effetti del maltempo e del vento in particolare che hanno imperversato sulla zona. I restauratori della Soprintendenza sono prontamente intervenuti e i frammenti raccolti saranno presto assemblati e ricollocati in sito. Lo comunica in una nota la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei.
Il Tempio di Giove (II secolo a. C.) si trova nei pressi del Foro di Pompei e deve il suo nome al ritrovamento della testa di una statua appartenente a Giove, ora conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il complesso sacro era però dedicato alla 'Triade Capitolina', cioè Giove, Giunone e Minerva.
Prima che Pompei cada a pezzi definitivamente, si spera che giungano presto i soldi promessi dall?Unione europea, i 105 milioni di euro, per il restauro e la valorizzazione del sito archeologico. Il programma di recupero di Pompei (65 ettari) e della zona Flegrea si articola in 5 fasi di intervento che saranno attuate contemporaneamente fino al dicembre 2015. Prima di partire col programma di recupero si inizierà con verifiche e rilievi seguite da uno studio idrogeologico necessario per crolli che si sono verificati in seguito proprio alla direzione dei flussi di pioggia. Per lo studio idrogeologico sono stati stanziati 200mila euro, mentre per la mappatura degli edifici e le verifiche statiche ai fini sismici sono stati previsti 8 milioni di euro (qualcuno comincia a fregarsi le mani pensando a tutti questi soldi).
Parallelamente partirà il Piano delle opere, che comprende il restauro anche preventivo degli edifici per una spesa di ottantacinque milioni di euro. Per la fine del 2012 è in programma l?avvio del Piano della fruizione e della comunicazione che verrà ultimato entro il 2014 e mirerà a rendere la zona degli scavi più accogliente per i turisti con servizi e informazioni più precise per guidare i visitatori, ma anche a potenziare le presenze. Questa fase costerà complessivamente sette milioni di euro: due per comunicazione e promozione, cinque per l?adattamento dei servizi al pubblico.
Dopo il Piano della conoscenza partirà il Piano della sicurezza, che si propone di potenziare il sistema anti intrusione e costerà due milioni di euro. In parallelo verrà avviato il Piano di rafforzamento e capacity building, da portare a termine entro il 2014 con un costo complessivo di 2,8 milioni di euro.
Qualcosa però non torna, se pensiamo che dei 105 milioni di euro, 25 milioni di euro sono di IVA, 40 milioni andranno ai Campi Flegrei, restano 40 milioni di euro. Di questi, 8 milioni per la mappatura ai fini statici, 200mila per lo studio idrogeologico, restano 31.800.000, 10 milioni di euro per pagare i lavori che già si stanno facendo da parte di imprese del settore, restano 21.800.000. 7 milioni di euro per il piano di comunicazione e promozione e per l?adattamento dei servizi al pubblico, e restano 14.800.000. Di questi milioni restanti altri 4,8 milioni vanno per il Piano della sicurezza e Piano di rafforzamento e capacity building, restano per il restauro solo 10 milioni di euro. Con 10 milioni di euro si vorrebbe risanare tutto il complesso archeologico? C?è qualcosa che non quadra!!! Secondo alcuni, sarebbe meglio dimezzare i costi preventivati, sembrano un po? esagerati, e, inoltre, perché dare 40 milioni di euro ai Campi Flegrei quando erano destinati soprattutto a Pompei?



