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ANTONIO BENFORTE22:20
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EMILIO D'ARCO STRATEGO COMUNICAZIONI19:20
MOSTRA DELLE OPERE D'ARTE RESTITUITE DAL PAUL GETTY MUSEUM
La proficua collaborazione instaurata dal Ministero dei Beni Culturali con il Paul Getty Museum ha indotto l'Istituzione americana a restituire affreschi e vasi antichi che saranno visibili in una Mostra nei giorni di Natale e CapodannoLa proficua collaborazione instaurata dal Ministero con il J. Paul Getty Museum ha indotto l?Istituzione americana a consegnare spontaneamente al Patrimonio italiano un frammento di affresco con due pannelli con vedute di paesaggio a fondo verde e parti di colonne che, insieme ad altri due frammenti, restituiti dallo stesso Museo e dal Metropolitan Museum of Art di New York, va a ricostruire la sintassi decorativa di una parete di grandi dimensioni con scenografia architettonica molto complessa e raffinata in cui domina il rosso usato per il fondo della composizione. Questo bell?esempio di decorazione di II Stile Pompeiano (circa 50?30 a.C.) proviene certamente da una villa dell?area vesuviana. Per questo motivo il Ministero dei Beni Culturali ha organizzato una mostra visibile durante le festività.
L?apertura straordinaria dei giorni di Natale (dalle 9,00 alle 13,30) e Capodanno 2011 (dalle 14,00 alle 19,30), cui partecipa il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sarà occasione per visitare la mostra Restituzioni dal J.P. Getty Museum nella quale sono esposti 12 vasi tornati in Italia, tra il 2007 e il 2008, grazie all?impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha ottenuto la collaborazione di istituzioni e musei statunitensi perché materiali, usciti clandestinamente dall?Italia, vi tornassero per essere custoditi ed esposti nei luoghi di provenienza.
L?altissima qualità tecnica ed estetica degli esemplari è un forte elemento di richiamo per il pubblico napoletano che potrà ammirare anfore, crateri, lekythoi in parte già esposti alle mostre organizzate dall?Arma dei Carabinieri, tra il 2009 e il 2010, per presentare i risultati della loro attività nel recupero del patrimonio archeologico illegalmente esportato.
L?esposizione al MANN è arricchita dall?accostamento ai materiali ?americani? dei loro ?fratelli? locali: il confronto tra le rappresentazioni della scena delle Esperidi che nutrono il serpente, custode dell?albero dai frutti d?oro, presenti con piccole variazioni sulle due grandi lekythoi, una delle quali firmata dal pestano Assteas e custodita al Museo dagli inizi dell?ottocento, rivela anche ad un occhio non esperto, come i due pezzi siano opera dello stesso artigiano. E analoga riflessione può farsi per le splendide hydrie realizzate dal grande ceramografo attico Kleophrades: quella restituita, con Fineo, perseguitato dalle arpie che imbrattavano il cibo ogni volta che egli provava a mangiare, e quella con una delle più belle rappresentazioni dell?ultima notte di Troia, nota con il nome dei collezionisti nolani, i Vivenzio, che ne furono scopritori e primi proprietari nel XVIII secolo.
La piccola mostra vuole essere anche un?anticipazione della riapertura, prevista entro i prossimi due anni, delle Sale dedicate alla Magna Grecia nelle quali si potrà finalmente riammirare parte della straordinaria collezione vascolare del Museo.



