ANGELO CASCIELLO IN MOSTRA NELL'EX REAL POLVERIFICIO BORBONICO

'Spazi del mio gesto', un viaggio attraverso le materie
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Mercoledì 17 novembre 2010, alle ore 18,00, nel Cortile d?Onore dell?Ex Real Polverificio Borbonico di Scafati, sarà inaugurata la mostra del pittore e scultore scafatese  ANGELO CASCIELLO. SPAZI DEL MIO GESTO, momento centrale delle manifestazioni promosse ed organizzate dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Salerno ed Avellino e dal Comune di Scafati per l?apertura al pubblico dell?importante complesso architettonico dopo anni di attento restauro.

 

Nelle venti sale  poste al primo piano del complesso, i curatori, Giuseppe Zampino e Massimo Bignardi, hanno disegnato un percorso espositivo che, attraverso circa centodieci opere tra sculture, dipinti, disegni, grafiche e maquettes, raccontano la straordinaria esperienza di un artista tra i principali interpreti della scultura italiana contemporanea. ?Spazi del mio gesto? riassume il viaggio attraverso le materie, i segni, i corpi e i luoghi che di volta in volta hanno sollecitato l?attenzione di Casciello, segnalando nell?arco temporale che dal 1979 , data della sua prima personale alla galleria Lucio Amelio di Napoli, giunge  al 2009 con la realizzazione di sculture-architetture ideate dall?artista nativo di Scafati, per la Stazione di Mugnano della Metropolitana Napoli Nord-Est.

 

L?allestimento scandisce i tempi della ricerca segnati da sculture poste a confronto con grandi dipinti, alcuni esposti per la prima volta, unitamente ad un repertorio di disegni: sculture e dipinti cifrati da segni che esprimono la vitalità di una creatività propria del bacino archetipico mediterraneo.

 

?La capacità di Casciello ? rileva Giuseppe Zampino ? è stata, sin dalle prime esperienze condotte nell?ambiente della sua comunità, quella di calibrare il segno e far si che esso racchiudesse lo spazio. Insomma il suo lavoro si è posto sempre come necessità di dialogo con l?ambiente sociale per farsi portatore di un linguaggio costruttivo, disposto a riflettere a fianco e in complicità con l?architettura  le scelte che quest?ultima è andata nel tempo suggerendo alla città. È una necessità che negli equilibri che calibravano lo spazio della galleria di Lucio Amelio, nella personale del 1979, si è fatta urgenza di un dialogo serrato, evidenziando con maggiore insistenza negli anni, la necessità di approdare ad un?unità tra l?idea, il progetto e le manualità: ciò significa un calarsi nel patrimonio della cultura artigiana, tessendo una strategia orientata verso un nuovo umanesimo.?  

 

Casciello ha posto come  dettato del suo lavoro ? mai silenzioso anzi vistosamente partecipe del dibatto culturale degli ultimi trent?anni  ? il confronto e il dialogo con l?ambiente, che plasma ?anche quando ? scrive Massimo Bignardi in catalogo ?  il disegno delle sue forme si fa più scarno, inciso, quando taglia i piani, netti, cercando di annullare la loro valenza attraverso false ombre che amalgamano le immagini e i corpi plastici. È la stessa che muoveva  Le stanze sognate, il ciclo di dipinti (poi distrutti, così è stato  anche per le pitture realizzate nella Reggia a Caserta nel 2007) eseguiti, nel 1990, sulle pareti di quello che un tempo fu la cistercense abbazia di Santa Maria di Realvalle: un luogo appartato, riparato dalla iterata quotidianità, ove sono nate tante sculture, tra queste La fiorita, del 1989 che, nella luminosità degli ?appartamenti? della Reggia in occasione della mostra allestita nel 2007, intrecciava il suo caldo corpo di legno coronato da rami di ferro, ai decori rococò delle volte.[?] È la stessa tensione che impronterà le opere dei primi anni del Duemila e che conducono verso lo spazio pubblico, con il quale l?artista è tornato a misurarsi con l?ambiente sociale, costruendo un effettivo rapporto con esso: gli esempi sono tanti ai quali si aggiunge, oggi, a coronamento di un?esperienza che sin dagli albori guardava in questa direzione, la stazione di Mugnano, opera che maggiormente esplicita la felicità, l?inventiva, la forza di una maturata idea creativa e, al tempo stesso, la capacità di rapportarsi ai grandi spazi della vita, ove scorre la quotidianità con le sue dinamiche, le sue inquietudini, le speranze.?

 

La mostra sarà accompagnata da una sezione fotografica documentativa dal titolo: ?Il fotografo complice-Angelo Casciello e le sue opere viste con gli occhi di Enrico Grieco?.

 

 

Il catalogo, pubblicato da Paparo Editore, contiene saggi di Giuseppe Zampino, Massimo Bignardi e Concetta Restaino, Un?antologia di scritti critici, interviste all?artista di Paolo Campiglio e Stefania Santoro che ha curato anche l?apparato biografico e bibliografico.