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IL VINO DI POMPEI. DALLA MEDICINA ALL'ESTETICA
Al via una nuova fase di sperimentazioneDalla produzione del pregiato vino Villa dei Misteri, prodotto dai vigneti dell?area archeologica, si passa ad una nuova fase di sperimentazione sui diversi utilizzi delle uve e dei suoi prodotti: dai vini medicati ai prodotti cosmetici. I primi, furono utilizzati come rimedi medicamentosi fino a tutto l??800 e si trattava di erbe infuse nel vino, (l?assenzio per il mal di testa, il rosmarino per le coliche ecc.); tra i prodotti cosmetici invece il famoso agresto, derivato dalla spremitura degli acini acerbi dell?uva e che costituiva nell?antichità la base dei più pregiati profumi, per poi essere utilizzato come condimento nella cucina popolare nei secoli successivi. Oggi il Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza, che da anni conduce il suo lavoro di sperimentazione sui vigneti di Pompei, tenterà appunto di indagare e riprodurre tutti gli usi del vino al di fuori della tavola. Questa una delle novità annunciate questa mattina dalla d.ssa Ciarallo responsabile del Laboratorio, in occasione del tradizionale taglio delle uve di Pompei per la vendemmia 2010, ormai alla decima edizione.
Tanti i turisti incuriositi dall?attività di raccolta dell?uva di Pompei, e che hanno approfittato di questo itinerario alternativo alla scoperta dei vigneti (Foro Boario, Fontane a Mosaico, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, Orto dei Fuggiaschi), da alcuni mesi inseriti nel percorso Vinum Nostrum, in parallelo con la mostra dedicata al vino e alla sua storia nell?antichità, che si sta svolgendo a Firenze, Palazzo Pitti fino al 15 maggio 2011.
Il raccolto di quest?anno, che ha beneficiato dalle favorevoli condizioni climatiche locali, si è presentato abbondante di ottima qualità. L?esperimento nato nel 1994, su un?area limitata degli scavi, si estende oggi fino a di circa due ettari ripartiti su 10 appezzamenti di diversa estensione e per una produzione di circa 50 quintali per ettaro.



