LECCE, L'ACCADEMIA INTERNAZIONALE "ITALIA IN ARTE IN THE WORLD" HA CONFERITO AL PROF. GIULIO TARRO IL "PREMIO MICHELANGELO 2025" QUALE "INTERPRETE PRIVILEGIATO DELLA CONTEMPORANEITA' "

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L’Accademia Internazionale “Italia in Arte in the World” ha conferito al professor Giulio Tarro il Premio Michelangelo 2025, alto riconoscimento assegnatogli come “interprete privilegiato della contemporaneità”. La premiazione si è tenuta a Lecce lo scorso 30 novembre nell’antica dimora Torre del Parco Sale del Principe.

A presentare il professor Giulio Tarro al folto pubblico presente in sala è stato Roberto Chiavarini, direttore artistico dell’Accademia.
 
«Ci troviamo di fronte ad un’eminenza della scienza- ha detto Chiavarini - Giulio Tarro è stato uno dei principali innovatori nel campo della Medicina, ha collaborato con diverse università in America e in tutto il mondo, ed anche ultimamente, quando si è trattato di affrontare la questione del Covid, lui è stato la contrapposizione a quello che era l’andamento di quel periodo. Il prof. Tarro non si è mai risparmiato per far valere la sua opera, la sua scienza, la sua convinzione e per questo molte volte è stato anche attaccato».
 
«Alcuni anni fa - ha aggiunto il direttore artistico - Repubblica gli riservò diverse pagine, quando fu più volte candidato al Premio Nobel, esaltando la figura del prof. Tarro come uno scienziato di livello mondiale che tutto il mondo ci invidiava. Salvo poi, dopo averlo osannato, attaccarlo, quando non fu d’accordo con le modalità di imposizione del vaccino anti Covid».
 
Il professor Tarro, dopo aver ringraziato l’Accademia, ha esordito sul tema attualissimo del vaccino antinfluenzale, ricordando quanto dichiarò a Piacenza negli anni ‘80 il suo maestro Albert Sabin. «Credo fosse il 1987, e ci fu uno dei soliti episodi influenzali. Sabin disse che non c’erano motivi per vaccinarsi senza che si andasse a monte, perché ovviamente il virus era nuovo e non potevamo quindi somministrare un vaccino contro il virus precedente». «Ed è così ogni anno, in base ai ceppi che circolano noi formiamo gli anticorpi e quelli possono proteggerci, oppure bisognerebbe avere la capacità di formare vaccini nuovi per i ceppi nuovi che circolano».
 
Tarro ha poi esaltato la figura di Robert Kennedy Junior, «che finalmente ha messo le cose in chiaro su questo punto».
 
E’ stata infine richiamata anche la figura di un altro grande scienziato, Luc Montagnier, anche lui segnalatosi nel periodo pandemico per le sue posizioni fortemente critiche sull’obbligo dei vaccini. Il professor Tarro ha ricordato in proposito che fu lui stesso il primo ad invitarlo in Italia durante quel periodo.
 
Nel suo discorso Giulio Tarro ha ribadito le sue posizioni ampiamente espresse e dettagliate nel suo ultimo libro appena uscito dal titolo “La Buona Scienza - La Medicina nel segno dell’Umanesimo che ha salvato milioni di vite umane”, curato dalla giornalista Rita Pennarola e pubblicato dalla casa editrice Helicon di Arezzo.
 
CHI E' GIULIO TARRO?

Giulio (Filippo Giacomo) Tarro, nato a Messina il 9-7-38 si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli nel 1962, dove ha studiato con il Prof. F. Magrassi problemi di chemioterapia antivirale. Capitano di Corvetta della Marina Militare Italiana e successivamente di Fregata. Già professore di Virologia Oncologica dell’Università di Napoli, primario emerito dell’Ospedale “D. Cotugno”, è stato “figlio scientifico” di Albert B. Sabin. Per primi hanno studiato l’associazione dei virus con alcuni tumori dell’uomo presso l’Università di Cincinnati, Ohio, dove Giulio Tarro è stato collaboratore di ricerca presso la divisione di virologia e ricerche per il cancro del Children Hospital (1965-68) e quindi assistant professor di ricerche pediatriche del College of Medicine (1968-69). Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del National Cancer Institute (USA) a Frederick, Maryland, è stato antesignano della diagnosi e della terapia immunologica dei tumori e coordinatore dell’ipertermia extracorporea in pazienti con epatite C per il First Circle Medicine di Minneapolis. Ha scoperto la causa del cosiddetto “male oscuro di Napoli”, isolando il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite. Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti. Tra i molti ricordiamo: il premio Lenghi dell’Accademia dei Lincei, il conferimento delle medaglie d’oro da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute, diverse cittadinanze onorarie italiane e lauree honoris causa all’estero. Nel 1996 è diventato giornalista pubblicista ed è iscritto all’albo dei giornalisti; ha ricevuto la “scheda di autorità” (autore) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Presidente a vita della Fondazione de Beaumont Bonelli (DPR 3-1-78) per le ricerche sul cancro e della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT (Accademia Mondiale di Tecnologie Biomediche) UNESCO. Professore aggiunto del Dipartimento di Biologia alla Temple University di Philadelphia, è stato presidente della Società Consortile della Regione Campania, Centro Tecnologie e Ambiente (CCTA) e della Lega Internazionale dei Medici contro la Vivisezione (LIMAV). Negli anni 1995-98 è stato membro del Comitato Nazionale di Bioetica dalla Presidenza del Consiglio. Nominato, con decreto del Ministro della Salute 20-05-2015, Componente del Comitato Tecnico Sanitario Nazionale nella sezione Lotta contro l’AIDS. Direttore responsabile del Journal of Vaccine Research and Development, Singapore. Due volte candidato al Premio Nobel per la Medicina.