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LA FEBBRE WEST NILE: UNO SCRITTO DEL PROF.GIULIO TARRO ESTRATTO DA "IL POLICLINICO" SEZIONE MEDICA, VOLUME 121, NUMERI 2-3 MAGGIO-AGOSTO 2014
Ecco cosa scriveva 11 anni fa lo scienziato Giulio Tarro:
"Si tratta di una virosi epidemica di recente insorgenza, non diffusa in Europa e quindi ancora poco nota al grande pubblico.
I primi casi di malattia da virus West Nile sono stati riconosciuti a New York nel 1999 e da allora l’epidemia si è diffusa infettando 400.000 americani nel 2002.
Ci si rese subito conto che la principale via di trasmissione era quella ematica, attraverso le trasfusioni e gli emoderivati. L'agente causale fu ben presto identificato in un membro degli Arborviridae; Arborvirus WNF (West Nile Fever Virus).
All’inizio dell’epidemia il rischio della trasmissione del virus mediante trasfusione è stato di un caso su 5.000 donazioni. Quindi il picco delle unità di sangue con viremia ha raggiunto il valore di 10–15 ogni 10.000, con una stima, nel 2002, di 380 donazioni infette effettuate durante la settimana di persistente viremia nel 5% dei casi di potenziali donatori di sangue con infezione da virus West Nile.
Fortunatamente l’introduzione dei test dell’acido nucleico per l’identificazione dell’agente subito dopo la trasmissione ha ridotto il rischio d’ infezione da virus (3.2x10.000 donazioni). Questa premessa ha permesso di testare i campioni di sangue da donazione per il virus West Nile mediante ricerca dell’ RNA virale. Già nella prima settimana di agosto 2003, circa 1.1 milione di donazioni sono state saggiate con questo nuovo test e 163 sono state trovate positive. Nello stato del Nebrasca, con la più alta incidenza dell’ epidemia da virus West Nile nel 2002, è stato applicato il test della ricerca dell’ acido ribonucleico del virus e trovata l’ incidenza di 1 caso ogni 45 donatori, sempre nella prima settimana di agosto 2003. Ovviamente questo ha promosso la rimozione delle unità di sangue infette.
Infine con questo voglio dire che è una malattia non nuova e già studiata da tempo, ovviamente conosciuta in Egitto, che anche se collegata alle zanzare non è presumibilmente una novità e nemmeno tanto un morbo di cui preoccuparsi, dal momento che viene da una zona geografica che ha dato tanto all'umanità nelle conoscenze anche legate alle lesioni pustolose delle mummie ovviamente collegate al vaiolo e sorgenti della vaccinazione per variolizzazione dai tempi precedenti alla scoperta di Jenner sul vaccino del vaiolo.
In conclusione, si vuole ancora una volta terrorizzare la popolazione con una nuova epidemia che è controllata da tempo come ben sanno gli amici egiziani e quelli che riescono ancora a ragionare sulle comunicazioni sanitarie che non hanno niente nè di nuovo e nemmeno di pericolo epidemiologico imminente, perchè già conosciuto e controllato".
Giulio Tarro
SINTESI DEL CURRICULUM DI GIULIO TARRO
Giulio (Filippo Giacomo) Tarro, nato a Messina il 9-7-38 si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli nel 1962, dove ha studiato con il Prof. F. Magrassi problemi di chemioterapia antivirale. Capitano di Corvetta della Marina Militare Italiana e successivamente di Fregata. Già professore di Virologia Oncologica dell’Università di Napoli, primario emerito dell’Ospedale “D. Cotugno”, è stato “figlio scientifico” di Albert B. Sabin. Per primi hanno studiato l’associazione dei virus con alcuni tumori dell’uomo presso l’Università di Cincinnati, Ohio, dove Giulio Tarro è stato collaboratore di ricerca presso la divisione di virologia e ricerche per il cancro del Children Hospital (1965-68) e quindi assistant professor di ricerche pediatriche del College of Medicine (1968-69). Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del National Cancer Institute (USA) a Frederick, Maryland, è stato antesignano della diagnosi e della terapia immunologica dei tumori e coordinatore dell’ipertermia extracorporea in pazienti con epatite C per il First Circle Medicine di Minneapolis. Ha scoperto la causa del cosiddetto “male oscuro di Napoli”, isolando il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite. Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti. Tra i molti ricordiamo: il premio Lenghi dell’Accademia dei Lincei, il conferimento delle medaglie d’oro da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute, diverse cittadinanze onorarie italiane e lauree honoris causa all’estero. Nel 1996 è diventato giornalista pubblicista ed è iscritto all’albo dei giornalisti; ha ricevuto la “scheda di autorità” (autore) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Presidente a vita della Fondazione de Beaumont Bonelli (DPR 3-1-78) per le ricerche sul cancro e della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT (Accademia Mondiale di Tecnologie Biomediche) UNESCO. Professore aggiunto del Dipartimento di Biologia alla Temple University di Philadelphia, è stato presidente della Società Consortile della Regione Campania, Centro Tecnologie e Ambiente (CCTA) e della Lega Internazionale dei Medici contro la Vivisezione (LIMAV). Negli anni 1995-98 è stato membro del Comitato Nazionale di Bioetica dalla Presidenza del Consiglio. Nominato, con decreto del Ministro della Salute 20-05-2015, Componente del Comitato Tecnico Sanitario Nazionale nella sezione Lotta contro l’AIDS. Direttore responsabile del Journal of Vaccine Research and Development, Singapore.




