PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, UN APPORTO PROGETTUALE DELL'ARCHITETTO GIUSEPPE ALFREDO BERRITTO

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Il ponte sullo stretto di Messina è un'opera futuribile di cui si parla da tempo, oggetto di accesi dibattiti relativi a costi, utilità e fattibilità tecnica, proposta con una serie di variegati progetti di ingegneria civile, approntati in tempi diversi e con soluzioni differenti, per realizzare un attraversamento stradale e ferroviario stabile dello stretto di Messina, nel quale è attualmente necessario il traghettamento dei mezzi, e collegare la Sicilia con la Calabria, la penisola italiana e il continente europeo. 

Lo stretto di Messina è un braccio di mare a forma di imbuto che collega il mar Ionio al Tirreno. La larghezza dello stretto varia da un massimo di circa 16 km (misurati all'altezza diPunta Pellaro in Calabria e Capo D'Ali in Sicilia) fino a un minimo di circa 3 km (tra Torre Cavallo in Calabria e Capo Peloro in Sicilia). Una distanza simile separa Cannitello da Ganzirri; in tale direttrice la profondità media è di 72 metri. Nelle altre direttrici i fondali scendono ripidamente fino ai 2000 m. Lo stretto è caratterizzato da forti correnti marine che, per la riduzione della sezione del passaggio, raggiungono il massimo della velocità proprio in corrispondenza della cosiddetta sella, là dove la larghezza e la profondità delle acque dello stretto è minore (circa 3 km di larghezza e 100 m di profondità).

L'area dello stretto è interessata da un sistema di faglie, responsabili di numerosi terremoti tra cui i tre terremoti di Messina, per cui non è di facile realizzazione.

Nel 2021 è stato diffuso uno studio condotto sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla sismo-tettonica dell’area, frutto di una collaborazione internazionale tra il Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciences dell’Università di Kiel in Germania e l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

L’analisi ha rivelato, per la prima volta, dove si trova e quali sono le caratteristiche della possibile faglia da cui ebbe origine il devastante sisma del 1908. Il terremoto, all’epoca, provocò la più grande tragedia sismica del Novecento con 120mila vittime tra Sicilia e Calabria.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Earth-Science Reviews con il titolo “The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake”. L’analisi ha stabilito che la struttura che corre lungo l’asse dello Stretto è individuabile a circa 3 chilometri dalle coste della Sicilia.

Alla latitudine di Messina, la spaccatura curva verso Est penetrando nell’entroterra calabro per proseguire poi lungo l’asta fluviale del torrente Catona. Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia è in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, un'energia dunque molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908. 

L'area è quindi altamente sismica. Ma, al giorno d'oggi, niente è impossibile. 

E, quindi, dopo 50 anni, forse, partiranno, finalmente, il cantiere e i lavori, come ha affermato il ministro delle Infrastrutture del nuovo Governo. Il Ministro ha annunciato, dopo pochi minuti dall'insediamento che “il Ponte sullo Stretto è tra i miei obiettivi. Se dopo 50 anni faremo partire il cantiere e i lavori, sarà un grande passo avanti per l’ingegneria nel mondo”.

C'è, quindi, la volontà di riprendere definitivamente questa idea. Idea che, nel corso degli anni, ha visto susseguirsi numerosi progetti che però non hanno mai visto la luce. 

Noi di Mezzostampa riprendiamo il discorso sul progetto del Ponte sullo stretto di Messina, pubblicando una idea progettuale dell'architetto Giuseppe Alfredo Berritto.

"Pubblico questa mia idea di Ponte in seguito al recente interesse verso quest'opera. La proposta, che in ogni caso necessita di approfondimenti tecnici e strutturali, nasce dal desiderio della ricerca di altre soluzioni rispetto a quelle finora proposte.

L'intervento ha il pregio di avere un modesto impatto ambientale; mitica il rischio di opere invasive e contrastanti con l'ambiente circostante in luoghi con grandi pregi di bellezze naturali e panoramiche.

Il progetto è stato pensato, nei termini in cui viene allegato, per la semplificazione del concetto stesso della sua realizzazione. In altri termini si tratta di una struttura su arco rovescio sommerso a tre campate sostenuto da elementi che non hanno una invasione visiva di forte impatto. Tutte le strutture portanti (principali di sostegno) sono realizzate in mare e consentono la libera navigazione di imbarcazioni. Gli elementi costruttivi possono essere realizzati e modellati fuori opera, assemblati per una verifica, smontate e rimontate in opera con notevole riduzione dei tempi e dei costi.

Diversamente dalle altre soluzioni, il Ponte, in caso di calamità naturali non è oscillante bensì elastico, il che consente l'assorbimento delle spinte anche di origini sismiche. Anche per quanto riguarda le opere di urbanizzazione ed i collegamenti stradali e ferroviari sono notevolmente semplificati. In ogni caso essendo un ponte appoggiato e non sospeso non necessita di stralli di altezze notevoli che impattano negativamente sul territorio. Inoltre non necessità di tiranti che allo stato rappresentano la vera notevole difficoltà per la realizzazione dell'opera; il vergello (tiranti sospesi) dovrebbe avere uno sviluppo ed un diametro che oggi non è ancora possibile perseguire con l'attuale tecnologia".