LA SOPRINTENDENZA FA TORNARE A POMPEI I REPERTI NATURALISTICI

Dal Mann trasferiti in camere climatizzate del laboratorio di ricerche applicate
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I reperti naturalistici, organici e vegetali ( erbe, semi, frutti, legni, frammenti di tessuti, ossa e denti di animali, corna, conchiglie) provenienti dalle antiche città sepolte dal Vesuvio  e prima conservati nei depositi del Museo archeologico di Napoli,  tornano a casa per essere ospitati in un? apposita camera climatizzata presso il Laboratorio di Ricerche applicate della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (SANP). 

Il Laboratorio, inaugurato nel 1994, è uno delle strutture d?avanguardia della SANP. Istituito con fondi CNR per studiare gli ambienti naturali del 79 d. C. e le risorse che ne derivavano, ha svolto ricerche a tutto campo nell? ambito delle Scienze Naturali applicate all? Archeologia con la collaborazione di numerose Università italiane e straniere. Oltre alle varie attrezzature scientifiche, si caratterizza  per la presenza di una camera climatizzata, in cui  dal 1995 sono stati raccolti i reperti naturalistici, portati alla luce a partire dal 1950, e  conservati nei depositi di Pompei ed Oplontis e una campionatura di quelli conservati ad Ercolano. 

Tali reperti soprattutto quelli vegetali, ritrovati nelle aree vesuviane sono soggetti a carbonizzazione in taluni casi biologica, in altri casi da combustione,  a seconda delle caratteristiche delle diverse coperture piroclastiche che li hanno conservati,  e non tollerano assolutamente gli sbalzi di temperatura e di umidità. 

Per questo motivo devono essere costantemente conservati ad una temperatura di 18° C e con il 35% di umidità. Tali parametri sono stati calcolati rispetto a agli standard internazionali per la conservazione di questo tipo di reperti.  

? Questi fragili reperti, una volta riportati alla luce, corrono il rischio di scomparire, dopo essersi conservati sotto le ceneri e i fanghi vulcanici per quasi due millenni. Attraverso il Laboratorio di Ricerche Applicate si è provveduto a perseguire il modo di conservazione più consono a garantirne la durata nel tempo, all?interno di una strategia di attività, di opere, di interventi che, in quest?ultimo quindicennio, ha privilegiato la conservazione all?ampliamento degli scavi.? spiega AnnaMaria Ciarallo direttrice del Laboratorio. 

     Ed è per questo motivo  la Soprintendenza ha deciso di raccogliere tutti i reperti in un  catalogo delle specie vegetali, provenienti dagli scavi passati e recenti dell?area vesuviana dal titolo ?Le collezioni di reperti vegetali. Catalogo dei reperti conservati presso la camera climatizzata del Laboratorio di Ricerche Applicate della SANP?, a cura di  Annamaria Ciarallo, edito da Electa.