SCAFATI, SEZ. DONNE BIBLIOTECA COMUNALE f.MORLICCHIO: OMAGGIO A ELEONORA PIMENTEL FONSECA

Nell’ambito della sesta edizione del ProgettoNonSoloMimose 2015, Giovedì 26 Marzo, ore 18
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Nell’ambito della sesta edizione del ProgettoNonSoloMimose 2015 la Sezione Donna della Biblioteca comunale Francesco Morlicchio, segnala  Giovedì 26 marzo, ore 18,00, Omaggio a ELEONORA DE FONSECA PIMENTEL, Donna Eleonora, marchesa de Fonseca Pimentel, fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa, dirigendo il “Monitore napoletano”, organo ufficiale della rivoluzione partenopea. Portoghese di nascita, napoletana per scelta. 

Aveva già conquistato due certezze: il luogo, l’impegno. Da Napoli non si sarebbe più mossa. Vi alitavano savia comprensione, indifferenza gentile, meglio ancora supremo senso della vita, in equilibrio fra pietà e disincanto. Tutto (dal grande e nobile, al futile e meschino) acquistava preziosità inestimabile ma, al tempo stesso, non valeva nulla. Ciò rendeva liberi, indipendenti. Si respirava in aria, da un capo all’altro della città, anche nei posti brutti, nel clamore inquietante, che s’era rivelato necessario. Di sera, quando restava a leggere e a scrivere nella casa dormiente, nel vicolo appagato, quanto orrendo, minaccioso, il silenzio! 
La città nascondeva inclinazione pedagogica. Senza volerti insegnare nulla ti costringeva ad apprendere, fra banalità, segreti pregevoli. I Napoletani li succhiavano col latte, ma ce n’era per tutti. Bastava stare attenti, riflettere. 
La seconda certezza? Continuare a leggere, scrivere, coltivare idee. A Napoli le avveniva con naturalezza così propizia da pensare al destino” 
da “Il Resto di Nientedi Enzo Striano 

“La sera in cui il Borbone le aveva assegnato la palma della poesia, Eleonora, tornata a casa dai genitori che l’aspettavano, gridò entrando:”Ho vinto…”. La madre si preoccupò di quella sua esaltazione. Eleonora la turbava. Era così diversa dalle ragazze della sua età. Così perduta tra  i libri e studi, in quella sua curiosa volontà di affermare l’ingegno della donna”da “Cara Eleonora” di Maria Antonietta Macciocchi

 Martedì 31 marzo ore 18,30

BRIGANTESSE: Michelina De Cesare e il sangue del Sud

“Nella storia del Sud c’è una tragedia dimenticata: le donne che si opposero, le donne dei ‘briganti’. La storiografia risorgimentalista le ha bollate come ‘drude’, donnacce, occupandosene quando si trattava di soddisfare la grossolana curiosità dei lettori di romanzi popolari.

Ma chi si accosta oggi alle brigantesse con obiettività d’intenti non può non scorgervi la sofferenza dell’altra metà del cielo dell’intera popolazione meridionale.

Ci furono donne che insorsero in armi, affiancando i loro uomini, altre li seguirono nella latitanza, altre ancora li fiancheggiarono in tutti i modi, fornendo loro l’essenziale per la vita della macchia” da “Brigantesse: donne guerrigliere contro la conquista del Sud (1860-1879)” di Valentino Romano.

 

In allegato le locandine con il programma delle manifestazioni

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