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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET23:23
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MARIATERESA CONTE21:48
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SILVIA DE CESARE21:32
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Scafati: LA STORIA DELLA FESTA IN ONORE DELLA PATRONA
Una statua dal viso dolce e maternoortogonalmente: la parrocchia, risalente al Seicento e il tozzo campanile del primo Novecento. La data di inizio dei festeggiamenti, coincide anche con il quarantesimo anniversario dell’amatissimo Domenico Cannavacciuolo, parroco scafatese che tanto ha dato alla città. La tradizione, vuole, che in quest’occasione, la statua della madonna sfili lungo le strade cittadine dopo aver fatto tappa presso la casa comunale. I fedeli, intanto, la seguono in una lunga processione. Un cordone di persone, bambini, donne e ragazzi che nel tempo sono cresciuti nel culto della Madonna delle Vergini, rappresentata dal 1713 in una statua realizzata probabilmente da Nicola Fumo. Un volto dolce e giovane, una donna incinta come evidenzia il pancione leggermente pronunciato sono le sue caratteristiche più evidenti. E’ curioso notare, fra l’altro, che si tratta di una delle poche rappresentazioni esistenti al mondo della Vergine in stato di gravidanza. Maria, è stata realizzata con le braccia aperte in segno di protezione e al contempo di accoglienza mentre con il mantello copre le due vergini, quella povera e quella ricca, che sono ai suoi piedi e che rimandano a tutto il popolo di Scafati. Diverse, sono le storie che nel tempo sono state tramandate da un cittadino all’altro, da un fedele all’altro, da un padre al proprio figlio. <<Sotto l’ombra del tuo manto, tu ci accogli o gran regina”. Questo, il canto che i fedeli rivolgono alla Madonna tra la commozione e la speranza, nella cerimonia del 17 luglio, quando, come da tradizione, la festa inizia con la richiesta di protezione del sindaco della città a nome di tutta l’amministrazione e di tutta la cittadinanza. Poi, la prima celebrazione eucaristica che apre la festa e la discesa della statua dal trono, con la sua imponenza, per iniziare la processione. Francesca Cutino
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