Scafati/Pompei: DENUNCIA-QUERELA AL VESCOVO DI POMPEI

La signora Mascia: <<Quel prelato ha atteggiamenti sopra le righe!>>
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Una cittadina di Pompei (in foto) si ribella allo strapotere della Chiesa nella propria città e sporge denuncia nei confronti di Mons. Carlo Liberati, Vescovo e Prelato. Tutto ha inizio con un contratto di locazione risalente al 1 Febbraio 2005, che consente alla signora Amelia Mascia di Castellammare di Stabia e residente a Pompei in via...

Anastasio Rossi, di svolgere la propria attività all’interno di un locale gestito in toto dal Vescovo, che ne detiene le chiavi e ne stabilisce l’entrata e l’uscita, impedendo alla donna di poter esercitare negli orari da lei preferiti la sua professione. Così, capita spesso che la trentanovenne di Pompei, rimanga “prigioniera” dello stabile insieme alle sue allieve, una volta superati gli orari, che tra l’altro non trovano conferma nel contratto di locazione. Diversi, gli episodi raccontati dalla signora Amelia, questa mattina in una conferenza stampa, tesi a rafforzare la sua tesi, con il supporto dell’avvocato che ha assunto la sua difesa, Francesco Romano, e sua sorella, testimone di molti scontri con Mons.Liberati. <<Primo – racconta la donna - quello capitato il 30 Giugno 2008, quando, intorno alle 22,00, al termine delle lezioni di danza, io, alla guida della mia autovettura – ero quasi al sesto mese di gravidanza – ed in compagnia di alcuni dei miei allievi, ero in coda fuori al cancello chiuso dell’ingresso di via Roma, in attesa che il portiere, previa sistematica telefonata di sollecitazione, aprisse il cancello per consentire l’uscita delle autovetture, quando fui aggredita con toni molto accesi da Mons. Liberati>>. Il Vescovo di Pompei, secondo il racconto della donna, incinta, allora, al sesto mese di gravidanza, avrebbe, in quella circostanza, palesato la sua insofferenza verso la presenza della scuola di danza, tacciando quest’ultima come “luogo di perdizione, dove le ballerine si appartano dietro al palco del meeting consumando rapporti sessuali e abbandonando alla mercè di chiunque, reggiseni, condom, slip, tampax e quant’altro”. Dietro tale accusa la signora Amelia risponde: <<Ma come fa a dire che sono le mie allieve? – a poi – Le mie allieve sono brave ragazze>>. La discussione, degenera con minacce da parte di Liberati di dare adito ad azioni legali contro la donna. <<C’è da dire – ha continuato la maestra di danza – che a bordo della mia auto, vi era il mio primogenito, di appena sei anni, che, ha, suo malgrado, assistito a tutta la scena su narrata, e, spaventato dalle urla del Mons. e dal fatto che mi vedeva piangere, piangeva disperato a sua volta. In più, al sesto mese di gravidanza, fui colta da un malore per il quale sono stata accompagnata alla clinica Maria Rosaria, dove, i sanitari di turno, mi hanno effettuato un’ecografia, rilevando una pressione arteriosa 150/90 e battito cardiaco 100>>. Un secondo episodio, più recente, è accaduto lo scorso 9 settembre 2008, alle 21,10 sempre al termine di una lezione di danza ed in coda al cancello di via Roma attendendo l’arrivo del solito portiere. <<In quella circostanza – continua la signora – ebbi l’amara sorpresa di sapere che per espresso ordine del Vescovo, il cancello d’uscita, superate le 21,00, sarebbe stato aperto solo all’arrivo della Polizia e dei Carabinieri. Dopo tale risposta, io e le altre persone 12 persone “imprigionate” ci attivammo nell’allertare le forze dell’ordine attraverso l’uso di telefonini. Alle 21,45 arrivarono le volanti del commissariato di Polizia di Pompei e di Torre Annunziata che, constatando la chiusura del cancello, hanno provveduto a redigere un regolare rapporto di intervento. Anche in quell’occasione, ormai all’ottavo mese di gravidanza e reduce da due aborti, fui colta da un altro malore e da crisi di panico come attestano i referti medici in possesso del mio avvocato>>. Questi, i fatti. Questi, gli accadimenti che hanno spinto la signora Mascia a sporgere querela nei confronti del Vescovo-Prelato di Pompei, oggi, al centro di una querelle che dai locali della chiesa si sposta vorticosamente verso i banchi del tribunale. Francesca Cutino