Scafati/Pompei: LA LETTERA AL CARDINALE TARCISIO BERTONE

L'insegnate di danza: <<Papa Giovanni Paolo II apprezzò l'esibizione dei miei allievi>>.
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La controversia innescatasi tra il Prelato e la ballerina è ormai sulla bocca di molti curiosi che, tra Scafati e Pompei commentano quanto è accaduto. La curiosità nasce proprio dai due protagonisti, l’uno, Vescovo, Prelato e retto esponente dell’ecclesia cittadina, l’altra, maestra di danza con al seguito alcuni allievi, tacciati di promiscuità...

e di atti osceni in luogo pubblico. Eppure, dalle dichiarazioni emerse dalla diretta interessata, la trentanovenne di Pompei, Amelia Mascia, fu proprio Giovanni Paolo II, al suo arrivo a Pompei, ad apprezzare, con senso artistico, le esibizioni dei suoi allievi e le scenografie allestite per l’occasione. L’avvocato Francesco Romano del foro di Torre Annunziata, non è il solo ad aver appreso la denuncia-querela. In un primo momento, la signora Mascia aveva scritto una missiva accorata, anche a Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, nella quale aveva espresso tutto il suo rammarico di fronte al comportamento “fuori dalle righe” di un uomo di chiesa. << A questo punto mi chiedo – si legge nella parte conclusiva della lettera – a che devo questa persecuzione gratuita? Perché il mio lavoro, o meglio la mia vita non merita rispetto? Anche il Sommo Pontefice, in occasione dell’ultima GMG ha esclamato: “Rispettate la Vita” non mi sembra affatto che sia stata rispettata la mia vita e quella della creatura che porto in grembo>>. Una missiva, alla quale, non c’è mai stata risposta. Francesca Cutino