SALERNO, ASSEMBLEA DELLA CONFINDUSTRIA PRESSO TEATRO VERDI, MARTEDI’ 12 NOVEMBRE

Il tema dell’assemblea sarà: “Bond, investimenti e territorio: Salerno ha i TITOLI”
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Domani, 12 Novembre, presso il Teatro Municipale G. Verdi di Salerno, si terrà l’Assemblea Pubblica annuale di Confindustria Salerno. Un evento molto importante a cui prenderanno parte imprenditori della Provincia di Salerno, ma anche imprenditori stranieri interessati ad investire in questo territorio, oltre a diversi funzionari e dirigenti di gruppi bancari presenti sul territorio, e naturalmente anche esponenti del mondo politico locale. Sarà presente il Sindaco di Salerno e Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Vincenzo De Luca, mentre non sarà della partita il Presidente della Provincia di Salerno Antonio Iannone, per sopravvenuti ed improcrastinabili impegni istituzionali, presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma.

A questo proposito ecco cosa dice Iannone: ”La ricerca di canali di finanziamento delle Pmi al di fuori del circuito bancario è certamente un segnale di dinamismo e di progettualità positiva delle imprese salernitane. E’ un modo di procedere che conferma le potenzialità e la volontà di non lasciarsi travolgere dalla retorica del declino e del catastrofismo a tutti i costi. Nelle righe di accompagnamento all’invito all’Assemblea si coglie, quindi, il senso di un riposizionamento sul valore del territorio in tutte le sue componenti. Aggiungo che proprio il governo dell’Area Vasta – oggi in capo alle Province – è l’elemento unificante delle tesi che Lei esprime. Mi piace, cioè, sottolineare che il disegno strategico che Lei ipotizza non può fare a meno di interloquire con quei soggetti istituzionali chiamati a rappresentare il bacino di Comuni (157 nel Salernitano) al di fuori dei capoluoghi: qualunque sia l’evoluzione dell’architettura istituzionale oggi sciaguratamente e demagogicamente orientata ad eliminare gli Enti intermedi. Per meglio dire: se vogliamo rilanciare gli asset territoriali vincenti, dobbiamo rafforzare le ragioni del dialogo e della collaborazione proprio con la Provincia o con l’Ente che dovrà relazionarsi con l’Area Vasta. E ha ragione il Governatore Caldoro quando afferma che le Regioni devono recuperare la loro funzione originaria, che è quella della programmazione e non della gestione: sono sotto gli occhi di tutti gli squilibri – e non certo per responsabilità dell’attuale Amministrazione regionale – tra i vari comprensori che compongono la Campania. Se parliamo – come Lei, Presidente fa – di riassetto e di spinta dal basso, auspicherei la costruzione di relazioni istituzionali ancora più operative con la Provincia e con gli Enti intermedi in grado di armonizzare e di accompagnare (oltre i campanilismi) i progetti concreti di sviluppo. Aggiungo anche che resta centrale – a mio parere – il ruolo dell’Ente Camerale nei percorsi che Lei delinea: quale soggetto più rappresentativo delle varie categorie di imprese può fare confluire valore aggiunto da tutti i punti di vista - non solo finanziario, ma anche in termini di know how amministrativo e di centralità relazionale - ad una piattaforma realmente condivisa ed elaborata insieme di progetti per ridare slancio alle attività produttive? Non posso, quindi, che ribadire come la Provincia sia ben disponibile – se coinvolta e resa partecipe – ad azioni di rivitalizzazione del territorio. Del resto, un autorevole studioso della realtà socio-economica italiana come il Presidente del Censis Giuseppe De Rita - solo pochi giorni fa nel corso dell'Assemblea Nazionale dell'Upi - ha espresso con grande chiarezza che le Aree Vaste e gli Enti intermedi di Governo del territorio si configurano come gli anelli strategici di una nuova geografia della rinascita di questo Paese. Peccato che il Governo Letta – tra un rinvio ed un galleggiamento inutile che danneggia soprattutto il Mezzogiorno ed i ceti meno abbienti – non se ne sia accorto”.

La lettera di Iannone è la risposta a quanto affermato nel suo invito il Presidente di confindustria Maccauro e ai temi scelti quest’anno che riguardano i nuovi sistemi di finanza alternativa legati al territorio e che nascono dalla consapevolezza e dalla necessità che in periodi di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo, si rende sempre più necessario un intervento diretto e congiunto di tutte le forze economiche, politiche e sociali presenti sul territorio.

Un territorio che vuole crescere non può che ripartire da se stesso.- dice Maccauro - E’ terminata da tempo l’attesa della stagione salvifica dell’aiuto di Stato e del “lamento meridionale”, ora è necessario un cambio culturale che si tramuti in un cambio di passo. Lavoriamo, dunque, alla messa a punto di un sistema di rete territoriale che unisca le competenze e le peculiarità della rappresentanza imprenditoriale, del sistema bancario e della buona amministrazione per dare al territorio, partendo dal territorio, gli elementi necessari per avviare un processo di crescita virtuoso. Lo sguardo va rivolto agli strumenti di finanza alternativa che consentano al sistema economico locale di autofinanziarsi riattivando, in tempi compatibilmente brevi, i necessari flussi di liquidità indispensabili per le imprese. Contemporaneamente occorre riposizionare Salerno e la sua Provincia sul mercato degli investitori esteri. Si tratta di creare un “modello” creativo e funzionale che metta a sistema le eccellenze del territorio, sia in termini di offerta turistica e culturale che di tessuto imprenditoriale e dinamico. Una sfida ambiziosa, ma una cosa è certa: Salerno ha i TITOLI”.