COPIA-INCOLLA PER SAVIANO. CONDANNATO PER IL PLAGIO DI ALCUNI ARTICOLI DEL LIBRO “GOMORRA”

Lo scrittore dovrà risarcire con 60000 euro gli autori degli articoli riportati nel libro
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Saviano quindi dovrà pagare 60000 euro e avrà l’obbligo di inserire nelle prossime edizioni di Gomorra i nomi degli autori di articoli che la Corte di Appello di Napoli ha stabilito essere stati copiati. I diritti degli originali spettano a Libra Editore Scarl, mentre il copia e incolla lo hanno fatto Roberto Saviano, autore di Gomorra, e Mondadori. La vicenda va avanti dal 2008. Quindi, i fatti riportati da Saviano nel suo libro erano già ampiamente noti.

Diciamo che a Roberto Saviano va il merito di aver assemblato e ordinato il lavoro di altri giornalisti (spesso senza citarli, e questo non si fa), inoltre, ha saputo sfruttare in maniera egregia il clamore mediatico creato da Gomorra. Un libro che, in ogni caso, ha portato alla ribalta il problema della camorra, dei morti ammazzati e quello dei rifiuti tossici. E’ diventato, quindi, un paladino della giustizia, della cattiva politica e di tutto quello che riguarda la delinquenza e anche di argomenti non rientranti nella sua sfera di competenza.

Per carità, adesso non bisogna fustigarlo per questo. Saviano ha, comunque, fatto un’opera di assemblaggio e di ricostruzione storica del problema camorra, rendendo un servizio all'Italia in cui la Camorra SPA è la prima azienda per fatturato e per dipendenti e pagando per questo impegno con una vita da recluso, sotto scorta.

Però, bisogna anche dire che si è montato la testa, sentenziando e sparando a zero su tutto e su tutti. Quindi, onore al merito del Saviano-autore, ma una tirata d’orecchi da 60mila euro Saviano se la merita, visto che non ha riconosciuto il lavoro di altri suoi colleghi più bravi e più svelti, e non ha saputo (o voluto?) dare un freno a una sorta di crescente e in qualche modo stucchevole “culto della personalità”, comparsate da Fazio in primis. L’augurio è che questa sentenza lo aiuti a ritrovare il sentiero dell’umiltà e della misura, presupposto imprescindibile per esercitare al meglio le professioni del pensiero.