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LION CLUB POMPEI. "QUESTO NON E' UN FILM": UN VIAGGIO NELLA NAPOLI DELLA SOLIDARIETA'
In occasione dell'anniversario dell'uccisione di don Diana, è stato proiettato un documentario realizzato dall'associazione LIBERA, a cui è seguito un incontro-dibattito organizzato dal lions Club Pompei in collaborazione con LIBERAIn occasione del mese della legalità, il Lions Club Pompei, in collaborazione con l'associazione "Libera". Ha presentato il documentario Questo non è un film, un viaggio nella Napoli della solidarietà, della memoria e dell'impegno nella lotta alla camorra. L'appuntamento si è svolto martedì 19 marzo, nella sala da tè del bar-pasticceria "Gabbiano Dulcis" in Pompei, in Via Lepanto n.153, alle ore 18.30. Dopo i saluti del Sindaco di Pompei, avv. Claudio D'Alessio, e il saluto del Presidente del lions club Pompei, geol. Prisco Cutino, che salutando i relatori e il pubblico intervenuto, ha spiegato chi sono i lions e cosa fanno questi personaggi che hanno scelto di "servire" piuttosto che restarsene a casa con le mani in mano. Ha spiegato anche che nel programma del Distretto e del Governatore Gianfranco Sava il tema legalità ha un ruolo di primo piano, non a caso, come responsabile distrettuale c'è un personaggio come il Giudice Alemi, noto alle cronache per essersi battuto per la legalità sempre e ovunque.
Subito dopo, il moderatore, la giornalista Stefania Falco, adetto stampa dell'UNEBA Campania, ha dato il via alla proiezione integrale del cortometraggio "Questo non è un film", realizzato dall'Associazione "Libera", a cui è seguito un momento di approfondimento e dibattito.
Tra i relatori che hanno discusso prendendo spunto dal cortometraggio, Don Tonino Palmese, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, referente campano dell'associazione Libera, direttore dell'Ufficio Giustizia e Pace della Diocesi di Napoli, Vicario Episcopale dell'Arcidiocesi di Napoli per il Settore Carità e Pastorale Sociale, da sempre impegnato nella lotta contro la camorra e a favore delle famiglie vittime innocenti della camorra, e protagonista di uno degli episodi del documentario, il Dott. Lucio Pirillo, presidente Uneba Napoli, l'avvocato Domenico Di Casola, penalista e socio del club lions Pompei, e due rappresentanti del mondo scolastico la professoressa Marcella Monzo e la professoressa Grazia Volpe che ha sostituito la sua collega Luisa Cirillo, rispettivamente dell'Istituto comprensivo Della Corte e Maiuri di Pompei. A chiudere il dibattito e a tirare le conclusioni della serata, il past Governatore Emilio Cirillo.
La pellicola, divisa in quattro episodi ("La Scomparsa", "Vita sul Pianeta Scampia", "Storia d'Ammore", "La Guerra di Ogni Giorno") è stata girata tra le vele di Scampia e il quartiere Sanità, essa dà voce agli ultimi, ai testimoni di camorra, ai cittadini onesti, e alla testimonianza di preti coraggiosi che hanno dedicato e dedicano tutta la loro vita alle persone emarginate e abbandonate dando loro un rifugio, un pasto caldo, un'assistenza sanitaria e un abbraccio sincero. La parola di Dio si fa azione attraverso gesti di forte umanità e concretezza. La realtà e l'impegno civile irrompono sul grande schermo e scelgono un linguaggio cinematografico moderno e immediato.
Questo film "Non è un film", sembra un gioco di parole, ha colpito come una frustata il pubblico presente perché ha posto sotto gli occhi di tutti la cruda realtà delle Vele di Scampia, Pianura, Sanità, etc., un progetto megalomane che non è mai decollato per l'assenza di servizi, sottoservizi, spazi di aggregazione, di tutto insomma, dove l'unica realtà è la Chiesa. Un film che dovrebbe girare nelle scuole affinchè i giovani si rendano conto che il degrado e la deliquenza in quelle zone sono quanto di peggio possa esistere. "Dove la camorra", come ha detto don Tonino Palmese, "è un motore di ricerca di tutto ciò che può fornire la società: violenza, furti, traffico di droga e di esseri umani, racket, usura, prostituzione, armi, etc?, mentre il camorrista, invece, è uno schiavo della società criminale, uno schiavo destinato a vivere male, nascosto e con una vita certamente breve, perché interrotta dalla violenza".
Il dott. Lucio Pirillo, invece, ha spiegato che cosa fa l'UNEBA, un associazione di strutture religiose e laiche radicate sul territorio e ultra-centenarie che, con il lavoro silenzioso e discreto delle suore, dei sacerdoti e dei religiosi insieme a tanti laici, insegnanti, educatori, operatori sociali, assistono con professionalità e dedizione, nelle zone a più alto rischio sociale, i più deboli (minori ed anziani). Sono circa 2000 i minori e circa 800 gli anziani, mentre oltre 1000 sono gli occupati tra educatori, animatori ed operatori sociali nella sola zona di Napoli. In tutto questo il Comune di Napoli non versa una lira da circa un anno e mezzo, mettendo in gravi difficoltà l'assistenza. Tutti devono sapere che l'UNEBA non ha più alternative: o si interviene oppure tutti gli Istituti di assistenza chiuderanno e Napoli si ritroverà sulla coscienza, migliaia di minori a rischio e anziani poveri lasciati ulteriormente soli a se stessi e centinaia di bravi ed onesti professionisti senza più lavoro.
Dall'avv. Domenico Di Casola, ribadito anche dalle insegnanti, è stato affermato che nella scuola si combatte giorno per giorno per insegnare agli alunni la legalità, perché, dove scuole ed associazioni funzionano bene, le mafie perdono il loro potere.
Il past Governatore Emilio Cirillo, nella sua conclusione, ha detto che "la manifestazione di questa sera traccia un solco di continuità con le tante e varie iniziative messe in atto dal Lions Club di Pompei e da Libera, e non si può non ricordare e onorare la memoria di Don Peppino Diana ucciso proprio il giorno del suo onomastico, nel 1994, per aver scelto di parlare e operare contro la violenza e lo strapotere dei clan della camorra. Un esempio pastorale che continua ad essere seguito e a dare speranza".




