-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:13
-
ANTONIO ABATE18:13
-
LICIA GARGIULO18:04
-
UF.ST. P.A. POMPEI11:26
-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET21:44
-
ARDONE CLELIA21:01
-
ROSMARINO NEWS19:13
-
stampa.terzamissioneunisa18:59
-
Consulta Nazionale Agricoltura18:31
-
UF.ST.P.A.POMPEI16:17
-
Comunicazioni Giornalistiche Campania21:18
-
UF.ST.POLICHETTI19:13
-
CISL UFFICIO COMUNICAZIONI18:59
-
MARCO PIROLLO22:35
-
AG.ST. TRICOLORE E PRISCO CUTINO17:14
IN ANSIA I FAMILIARI DEI TRE ITALIANI RAPITI IN NIGERIA: TRA LORO IL POMPEIANO GIUSEPPE D'ALESSIO
In attesa di notizie il Sindaco Claudio D'Alessio (che non è parente del rapito) fa affiggere un grande striscione sulla facciata del Municipio "Liberate il nostro concittadino"I tre marittimi, insieme ad un quarto uomo, ucraino, sono stati sequestrati a 40 miglie nautiche al largo dello Stato petrolifero di Beyelsa al largo del Delta del Niger. Mentre erano in navigazione sul loro rimorchiatore ASSO VENTUNO, I 4 sono stati assaliti da 7 uomini armati, a bordo di un mezzo veloce, che una volta saliti a bordo, hanno intimato loro di dirigersi verso la costa dove c'erano altri 2 scafi che li attendevano. Dopo averli derubati, li hanno fatti scendere dalla nave e sono fuggiti dopo averli presi prigionieri. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi sta seguendo il caso, il Ministero e l'Unità di crisi sono al lavoro con le autorità nigeriane per garantire il salvataggio e l'incolumità dei marinai.
I tre marinai italiani sono tutti campani, tra essi un pompeiano, Giuseppe D'Alessio. Il comandante della nave è Emiliano Astarita, 37enne di Piano di Sorrento. La moglie ha appreso del rapimento mentre era in vacanza all'estero, con i figli di 11 e 8 anni. L'altro rapito è Salvatore Mastellone di Sant'Agnello, Comune della costiera sorrentina. L'ucraino sequestrato a bordo del rimorchiatore si chiama Anatoly Alexelev, 35 anni.
Il rimorchiatore ASSO VENTUNO fa capo alla compagnia Augusta Offshore SpA con sede a Napoli che ha una flotta, specializzata nel servizio di assistenza alle piattaforme petrolifere, dislocata principalmente in Nord Africa, Mediterraneo, Mar Rosso, Africa Occidentale, Brasile e Mare del Nord e opera per aziende come la Mellitah Oil & Gas, Eni North Africa e Mabruk Oil in Libya, Ieoc e Petrobel in Egitto, Eni e Saipem in Italia, Petrobras in Brasile, Total e Exxon Mobil in Nigeria
Con il sequestro dei tre marinai italiani, salgono a cinque i connazionali nelle mani dei pirati nel mondo. Oltre all'equipaggio della Mv Asso Ventuno, gli altri due italiani sono l'ingegnere Mario Belluomo (63 anni, catanese), rapito in Siria lo scorso 17 dicembre tra Homs e Tartus assieme a due colleghi russi, e il cooperante Giovanni Lo Porto (38, palermitano), finito lo scorso 19 gennaio nelle mani di un gruppo talebano pakistano.
In queste ore i familiari e le comunità di Pompei, Piano di Sorrento e Sant'Agnello vivono momenti di angoscia, ma anche di speranza, disperazione, ma anche fiducia.
La Farnesina e l'armatore della Augusta Offshore, Mario Mattioli, sono in costante contatto con le famiglie, e non lasciano trapelare nessuna informazione sul possibile avvio di trattative; l?atmosfera, tuttavia, sembra meno tesa dei primi giorni e si ha la sensazione che il lavoro dell?Unità di crisi, la stessa che si è mossa per ottenere il rilascio «condizionato» dei marò trattenuti per mesi in India, abbia imboccato i canali giusti.
A Pompei, il padre di Giuseppe D?Alessio, Delio, geometra, ha incontrato il sindaco Claudio D?Alessio, raccontandogli sogni e speranze del figlio: «Peppe ama il suo lavoro, da piccolo sognava di dominare il mare». Il primo cittadino di Pompei lo ha rassicurato e, al termine dell?incontro, ha riferito che «i genitori di Giuseppe sono in stretto contatto con l?unità di crisi della Farnesina ed i vertici della Augusta Offshore».
I genitori di Giuseppe D'Alessio, Delio e Gabriella, abitano nella zona, cosiddetta 167, in una villetta della prima traversa di via Aldo Moro, dove risiedono da circa 32 anni, cioè fin dall'inizio dalla costruzione delle villette. Una famiglia benvoluta da tutti. La loro storia sembra quasi un romanzo. Entrambi vedovi, due maschi lei, una femmina lui, si sposarono e dal matrimonio nacquero altri due figli: Giuseppe (il rapito) ed Irene. Adesso vivono momenti di angoscia, desiderosi di privacy, chiedono riserbo e non rispondono nemmeno a telefono e alle bussate alla loro porta. La sorella di Giuseppe, Irene, catechista nella parrocchia di San Giuseppe, nella stessa 167, ha chiesto al Parroco, don Gioacchino Cozzolino, di non ricordare durante la Messa di Natale il fratello. Ciò, ha detto, per seguire le indicazioni ricevute dalla Farnesina. La sorella del marittimo è moglie di un dipendente comunale. Il rapito, Giuseppe D'Alessio, è sposato con un' argentina e padre di due bambine di 8 e 10 anni. Pochi giorni fa aveva presentato in Comune la richiesta di trasferimento della residenza a Buenos Aires.
Per ora sembra che dalla loro
casa sia stato visto allontanarsi solo il nuovo Vescovo di Pompei, monsignor
Tommaso Caputo, che ha sostituito il precedente Mons. Carlo Liberati. Il nuovo
Vescovo ha voluto essere vicino alla famiglia e pregare con loro per il
rilascio del loro figliolo e degli altri marittimi.
Anche la moglie del Comandante Astarita, Mariella, ha chiesto attraverso suo
padre silenzio e riserbo. A Sant'Agnello, durante la messa di mezzanotte, la
gente ha pregato per Mastellone e gli altri italiani, ma La tensione tra i
marittimi della penisola sorrentina è alta. Molti si chiedono come mai le navi
italiane non abbiano a bordo dei poliziotti privati.





