CAVA DE' TIRRENI. ARRESTATO PERCHE' USAVA CARTE DI CREDITO INTESTATE AD UN REPORTER UCCISO A GAZA

L'uomo ha cercato di usarle in un negozio di telefonini ma il suo comportamento ha insospettito il negoziante che ha chiamato i carabinieri
letto 1989 volte
carabinieriarrestotruffatore.jpg

Ieri sera in Cava dè Tirreni, i carabinieri della locale tenenza, hanno tratto in arresto un uomo di Napoli, FERRAJUOLO CARLO, classe 1969, per utilizzo truffaldino di carte di credito, per truffa e sostituzione di persona.

I fatti. Il Ferrajuolo si è presentato, nel tardo pomeriggio, in un negozio di telefonia fingendosi cliente e mostrandosi interessato ad un iphone 5. Dopo aver osservato bene il telefonino, si decideva ad acquistarlo, ma il suo atteggiamento, frettoloso e nervoso, ha insospettito il titolare del negozio, che, allontanatosi un attimo, ha chiamato i carabinieri. L?immediato accorrere dei militi sorprendeva l?uomo ancora nel negozio,mentretentava di concludere l?acquisto.

Perquisito, è stato trovato in possesso di due carte di credito false, una carta d?identità, una patente ed una tessera sanitaria, tutte intestate a VITTORIO ARRIGONI, noto reporter tragicamente rapito ed ucciso in Medioriente l?anno scorso. (Ricordiamo che la sera del 14 aprile 2011 venne rapito da un gruppo terrorista afferente all'area jihadista salafita, dopo l'uscita dalla palestra di Gaza nella quale era solito recarsi. Un video immediatamente pubblicato su YouTube mostrò Arrigoni bendato e legato dai rapitori, accusava l'Italia di essere uno "stato infedele" e l'attivista di essere entrato a Gaza "per diffondere la corruzione". Venne inoltre lanciato un ultimatum, minacciando l'uccisione di Arrigoni entro il pomeriggio del giorno successivo, e chiedendo in cambio della sua liberazione la scarcerazione del proprio leader incarcerato, Hisham al-Saedni, più noto come lo sceicco Abu al Walid al Maqdisi e di alcuni militanti jihadisti, detenuti nelle carceri palestinesi. Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni viene rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam nel corso di un blitz in un'abitazione di Gaza; la morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento. L'autopsia svolta successivamente all'Istituto di medicina legale dell'Università Sapienza di Roma, confermò la morte per strangolamento con una corda).

Il povero Arrigoni si sarà rivoltato nella tomba al pensiero che il Ferrajuolo stava cercando di intestarsi i suoi titoli di pagamento, falsificati, cercando di truffare il prossimo, con la sicurezza che nessuno avrebbe potuto contestargli niente. Ma c?è sempre un Angelo vendicatore che lo ha fatto arrestare. Addosso gli sono stati trovati anche 750 euro di dubbia provenienza, e sui quali si sta cercando di accertare se sono frutto di truffa o sono realmente suoi. Rinchiuso in cella di sicurezza per la notte, è adesso in attesa del giudizio per direttissima.