EX OPERAIO 'ATICARTA' SI INCATENA ALL'ESTERNO DE 'LA CARTIERA'

Il gesto disperato dopo il licenziamento
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Si chiama De Luca Fabrizio, ha 38 anni, una moglie, due figli e negli occhi la disperazione di chi non sa più cosa fare per sentire la propria voce. È un ex operaio specializzato dell?Aticarta che ha deciso nel pomeriggio di ieri di incatenarsi alla rotatoria di via Astolelle, antistante al nuovo centro commerciale ?la Cartiera?, proprio quello che avrebbe dovuto rappresentare una speranza di occupazione per tanti nella sua stessa situazione.

L?impianto è stato progettato, infatti, con l?intento di riconvertire un?ex area industriale dove sorgeva in precedenza lo stabilimento dell?azienda Aticarta, fallita nel 2005. In base all?accordo del 2006, sottoscritto a Roma in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri da Ministero per lo Sviluppo economico, Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Pompei, sindacati e Copsette, priorità assoluta sarebbe stata l?assunzione, a tempo pieno e indeterminato, dei 18 operai rimasti senza lavoro.

Dopo un?iniziale possibilità di reinserimento attraverso la ditta di pulizie boschese ?Fontana Group?, poi congedata a pochi giorni dall?inaugurazione del centro, per prestazioni non soddisfacenti, stando all?accordo, dei 18 lavoratori si sarebbe dovuta far carico la ditta subentrata, la ?Hornet Service srl?, società di Napoli. Eppure dopo soli 23 giorni lavorativi e prima della scadenza del contratto di prova (che prevede 26 giorni) gli operai si sono visti recapitare la lettera di licenziamento: motivazione ufficiale della cessazione del rapporto di lavoro è il mancato superamento del periodo di prova.

La decisione ha inevitabilmente gettato nello sconforto i lavoratori convinti di essere stati licenziati senza giusta causa, soprattutto in virtù di corsi di formazione previsti ma in realtà poi mai avvenuti.

?Non ricevo né sussidi, né cassa integrazione e per questo non riesco a far fronte ai debiti che sono stato costretto a contrarre. Chiedo solo di lavorare e che siano mantenute le promesse che ci sono state fatte in questi anni, altrimenti non so più come mantenere la mia famiglia?: questo lo sfogo dell?uomo che si è mostrato deciso a proseguire la sua protesta finché non sarà istituito un tavolo di trattative con le autorità competenti e finché non avrà ricevuto risposte chiare e certe sul suo futuro lavorativo e su quello dei suoi colleghi.