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TERREMOTO IN EMILIA, UNO SCAFATESE A CARPI RACCONTA...
Testimonianza direttaScafati ? Carpi: poco più di 600 km. Ma la distanza non divide.
R.C. È uno scafatese trapiantato nel modenese che in queste ore vive sulla sua pelle i disagi e la paura del terremoto che negli ultimo giorni sta devastando l'Emilia. Le scosse e i crolli non hanno risparmiato Carpi e i territori limitrofi in particolare Novi e la frazione di Rovereto.
Una famiglia, moglie e figlia da proteggere e una casa ancora da pagare.
Da lui apprendiamo l'esperienza del terremoto: 'La prima notte appena mi sono reso conto di quello che stava accadendo ho preso mia figlia e l'ho messa al sicuro in macchina. Lei fortunatamente non si è accorta di nulla ha continuato a dormire. Con mia moglie e la mia bambina al riparo da eventuali crolli sono poi risalito in casa per prendere alcune cose di cui avremmo potuto avere bisogno. La paura è stata tanta. Le ante degli armadi si aprivano da sole e addirittura un mobile costruito con un legno molto resistente( (e pesantissimo!) , come si usava una volta costruire gli armadi addirittura si è spostato dal muro di un palmo. Dormiamo in macchina da tre giorni, saliamo in casa per mangiare e lavarci. Aspettiamo l'ok della Protezione Civile per rientrare definitivamente. Ma qui, la terra balla ancora. Una scossa ogni 20/40 minuti. Stimo che in due giorni ci siano state almeno 200 scosse. Sto monitorando la situazione da un sito internet www.meteopiateda.it/utilità-e-notizie/terremoti?live.html. Abbiamo una valigia pronta per ogni evenienza. Io, continuo a lavorare sperando che alla fine, a parte la salute dei miei cari, la mia casa sulla quale ho ancora un mutuo da pagare non riporti troppi danni'.
Intanto
nuovi aggiornamenti arrivano dal sito www.carpidiem.it
: 'Dopo la prima fase d'emergenza terremoto sono partite le verifiche
sugli edifici comunali, già iniziate nelle giornate di domenica,
sono proseguite in quella di lunedì e in quella di oggi... Il Comune
di Carpi ha predisposto l'ospitalità per circa cento persone
sfollate (in maggioranza da Novi di Modena), con l'allestimento nella
giornata di ieri di un'area di accoglienza coperta, la palestra della
scuola primaria della frazione di Santa Croce; si sta allestendo
anche un ulteriore spazio nella palestra Gallesi in città.
Da
oggi, saranno anche riaperti al pubblico tutti gli edifici comunali,
ad eccezione degli stabili che presentano danni tali da impedirne
l'accesso... Per quello che riguarda le scuole domani riapriranno
tutti gli edifici rimasti oggi chiusi, con pochissime eccezioni
legate ad alcune aule di specifici plessi...In merito ancora alla
segnalazione di danni per eventuali finanziamenti pubblici dei lavori
di ripristino è prematuro dare ora indicazioni ai cittadini: a
queste richieste si darà comunque risposta in breve tempo
predisponendo una specifica procedura ed informando gli interessati
sulla documentazione da presentare...'
Ma cosa sta succedendo esattamente sotto l'area che circonda la pianura padana? Nulla che gli esperti di sismica non sappiano già: esiste un sistema di faglie complesso in movimento. Si tratta di una serie di fratture causate dai continui processi di deformazione dovuti alla spinta tettonica della placca africana che preme da sud verso nord e comprime l'Italia, che fa parte della placca euroasiatica. Poiché questa è in realtà formata da microplacche diverse (quella sotto la pianura padana fa parte, in particolare, della microplacca adriatica), il paese si deforma in maniera differente da zona a zona, con entità anche molto diverse. Lungo l'arco calabro, per esempio, la deformazione è di circa 7 millimetri l'anno, mentre quella della microplacca adriatica sembra essere di 3-4 mm l'anno (le misurazioni in continua, tramite una Rete Gps, si eseguono da circa un decennio).




