SCAFATI. "NON TI SPOSO PIU"! QUESTO E' L'SMS CHE LO SPOSO MANDA ALLA SPOSA SULL'ALTARE

Sembrerebbe la classica commedia all'italiana, ed invece è successo davvero: spedisce l'sms alla promessa sposa, già in chiesa in attesa dello sposo. I parenti hanno deciso comunque di non rinunciare al banchetto.
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Il matrimonio, nell'immaginario femminile, rappresenta il giorno più bello della vita: una chiesa gremita, amici e parenti, fotografo, musica e l'abito bianco che tutte sognano. In pochi possono immaginare che si può trasformare nel giorno più brutto della propria esistenza.

Immaginate la scena: le due famiglie della cittadina dell'agro radunate in chiesa in attesa di assistere al matrimonio dei due giovani. Addobbi floreali, il fotografo pronto e le macchine fotografiche dei parenti pronte ad immortalare gli sposi e le fasi della cerimonia. I parenti tutti vestiti a festa. Lei, nel suo abito bianco, arrivata prima dello sposo, contrariamente alle usanze, perchè credeva di trovare già lì il suo amato. Invece, la sorpresa amara. Arriva un sms sul telefonino della sposa. E' lui: "Non me la sento più di sposarti, non voglio sposarmi più!". Poi arriva anche una telefonata da parte dello sposo che ribadisce alla sua "amata" il senso dell'sms: "Non ho dormito stanotte, ho mille pensieri per la testa. Scusami".

Lei rimane sconcertata, arrabbiata, gelata dalla notizia. Una statua di sale. In chiesa tutti ammutoliscono, cominciano a capire, sguardi stupiti, anche un pò ironici, sorrisini, il fotografo comincia a riporre le sue cose. Il sacerdote non sa cosa dire e fare. Un silenzio mortale avvolge la chiesa perchè parenti e amici sono rimasti basiti.

Tutti si chiedono il perchè di questo dietro front improvviso e senza preavviso. La sposa e i parenti di lei e di lui non avevano avuto il minimo sentore di quello che poi è successo. I due giovani convivevano anche da un paio d'anni a Roma e la decisione di sposarsi era giunta a coronamento di un percorso comune. Preparativi, abiti della sposa e dello sposo, bomboniere, fiori, ristorante, tutto era stato deciso di comune accordo, ma, come la più classica delle pochade, il promesso sposo si defila sul traguardo.

Così agli invitati, tutti imbellettati, le signore con i vestiti nuovi, i signori eleganti, incravattati, non è restato altro che tornarsene a casa. Ma, come in tutte le "pochade" alcuni invitati, e anche i parenti della sposa, visto che una caparra era stata già versata e, comunque, il ristorante, per legge, avrebbe preteso di essere pagato lo stesso, si sono recati presso il locale, con veduta panoramica e allestimenti di classe, per consumare il banchetto nuziale. I motivi del "NO" dello sposo nessuno li conosce, anzi, solo loro sanno la verità.

Possiamo solo fare riferimento a qualche altro matrimonio, come quello celebrato a Monopoli nel settembre del 2011. Lì però la cerimonia si era celebrata, scivolando via tranquilla fino al momento del fatidico "sì". "Vuoi tu, eccetera eccetera...". La sposa, bellissima nel suo abito bianco, acconsentì, lo sposo, gelando tutti disse: "no". Prese il microfono del sacerdote e disse: "chiedetelo a lei e al testimone. Mi tradisce col testimone". La chiesa ammutolì, la musica si fermò, anche il fotografo smise di fare fotografie. Poi lo sposo (per non perdere anche la caparra) invitò amici e parenti suoi a festeggiare il mancato matrimonio.

E' chiaro che questa situation comedy è diversa da quella di Scafati, ma restano molti interrogativi.