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IL SUICIDIO PER DEBITI VERSO EQUITALIA DI ARCANGELO ARPINO DI VICO EQUENSE
L'uomo oberato di debiti si è ucciso con un colpo di pistola nel parcheggio del Santuario di PompeiL'ennesimo suicidio per debiti verso Equitalia. L'uomo, un costruttore di Vico Equense, località Fornacelle, detto "Scagnulillo" dai suoi amici e conoscenti, era oberato dai debiti e aveva ricevuto cartelle esattoriali per circa 70000 euro. Stava cercando in tutti i modi di superare questo momento. La sua attività di costruttore era in crisi e si stava riciclando come agente immobiliare, ma, purtroppo, i debiti e le richieste di pagamento non aspettavano che lui si riprendesse economicamente. Diventavano pressanti. Inutile quindi la richiesta di rateizzazione, i debiti erano troppi per lui. Già immaginava il crollo finanziario che gli avrebbe fatto perdere la casa di proprietà, perchè sapeva che non pagare significava ricevere intimazioni del tipo "se non paghi ci prenderemo la casa!". Dopo la Messa e dopo aver pregato la Madonna di Pompei, si è recato nel parcheggio e lì ha estratto la pistola e si è sparato. Inutili i soccorsi immediati. Ha lasciato 3 lettere, di cui una alla Madonna a cui chiede perdono. Lascia, inoltre, la moglie e 3 figli grandi.
Ma questo non è altro che l'ennesimo suicidio per debiti verso Equitalia. Lo vediamo giorno per giorno. La crisi in cui versa l'Italia sta facendo molte vittime. Purtroppo, lo Stato, si sa, è un patrigno cattivo con chi non paga, ma, ed è questa la cosa che più fa male, quando si tratta di pagare i suoi debiti verso il cittadino, allora tutto gli è permesso. "Devi aspettare!!" Rimborsi IVA e IRPEF pagati con ben 10 anni di ritardo. Fatture verso professionisti e imprenditori che vengono pagate con uno o due anni di ritardo. Ecco che chi ha bisogno di liquidità si rivolge a banche o usurai e viene travolto dai debiti che si accumulano.
Cosa passa nella mente di chi arriva al gesto estremo? Ricevere una cartella da Equitalia, piccola o grande che sia, è come avere un elettroshock, il cervello riceve una scossa elettrica che, a volte, procura danni irreparabili alla psiche. Se si è soli, se non si ha a chi chiedere aiuto, se non si hanno, magari, proprietà da poter vendere per saldare i debiti, ecco che si può avere il crollo fatale. Quello che è successo ad Arpino, è successo, negli ultimi tempi, anche ad altri. C'è chi reagisce in un modo, magari occupando la sede dell'Equitalia, e chi in un altro, come Arcangelo Arpino. Ben 60 suicidi per insolvenza e da qui la rabbia della gente contro Equitalia. E' una specie di terrorismo psicologico di Equitalia sui piccoli commercianti, sui piccoli imprenditori che evadono per necessità, soprattutto quando arrivano cartelle esattoriali, che sono più o meno dovute, e subiscono poi aumenti successivi ai primi accertamenti. Ed ecco che le cartelle esattoriali si raddoppiano e si raddoppiano anche i debiti. Gli organi preposti alla riscossione dovrebbero recuperare un po? di umanità verso questi commercianti o artigiani o imprenditori in difficoltà, sono pur sempre persone, e non spersonalizzate società di capitale.





