TENTATA ESTORSIONE A CAVA DE' TIRRENI AI DANNI DI NOTO IMPRENDITORE CAVESE. 2 ARRESTI.

A Pagani invece un arresto per violenze domestiche
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Dopo un intenso sforzo investigativo, i carabinieri della locale Tenenza hanno concluso una serie di indagini, traendo in arresto, nel corso della notte, BALDI Matteo, classe 1971, pregiudicato e MONETTA Domenico, classe 1971, già noto alle FF.PP., entrambi cavesi, in esecuzione di una ordinanza applicativa della misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, poiché indagati di reato di tentata estorsione in concorso.

A carico dei sunnominati, infatti, il reparto investigativo dei carabinieri, ha condotto una azione mirata investigativa, che ha permesso la loro identificazione e la raccolta di gravi elementi di colpevolezza circa un tentativo di estorsione ai danni di un noto imprenditore della zona operante nel settore della panificazione.

I due, Baldi e Monetta, nel corrente mese, hanno avvicinato più volte l'imprenditore, anche all?interno dell a sua attività commerciale ed alla presenza di clienti, e, con atteggiamento intimidatorio e minacce, pretendevano la consegna di una somma in contante di 700 euro, nell?ambito di quello che è apparso agli investigatori il primo approccio di un rapporto estorsivo che poi sarebbe continuato con richieste sempre più esose. L?Autorità Giudicante, in piena condivisione del quadro probatorio fornito e delle prospettate esigenze cautelari, ha emesso il provvedimento di arresto. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari.

E? stata una importante vittoria del rapporto di fiducia tra Arma e commercianti e imprenditori anche nel cavese, a testimonianza che le prevaricazioni della criminalità possono essere sconfitte efficacemente ed in maniera tempestiva collaborando con le forze dell'ordine.

A Pagani, invece, i militari della locale Tenenza dei Carabinieri hanno proceduto all?arresto in flagranza di reato di CAPPELLO Matteo, classe 1969. Il personale operante, infatti, interveniva presso l'abitazione della consorte, con la quale il rapporto versava in una situazione di forte criticità, cogliendo l'indagato intento a comportamenti violenti e minacciosi, anche a scopo di dissuaderla dal chiamare aiuto.

Il quadro di indizi a carico non destava dubbi per i carabinieri intervenuti, sia per quanto visto sul momento, sia per quanto già emergeva da precedenti denunce sporte per una serie di episodi, motivo dell?allontanamento della denunciante unitamente alla prole. L'arrestato, dopo le formalità di rito, veniva trattenuto in camera di sicurezza, in attesa del rito per direttissima, disposto dall'Autorità Giudiziaria informata.