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L'ENORME ANIMALE ADAGIATO SUL FIANCO
Una metafora della vita
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290 metri di lunghezza, 52 metri d?altezza, 1500 cabine per una capacità totale di 3.700 passeggeri. E? la nave da crociera più grande della marineria italiana. Eppure la foto che campeggia su ogni testata giornalistica, su ogni schermo e sul web, e che mostra l?enorme mezzo di navigazione adagiato sul fianco, sfinito, come in uno stato comatoso, non ha nulla di questa ?grandezza? e ci appare quasi come il simbolo di una morte lenta, di una sconfitta. Il Giglio ricorderà per molto tempo questa immagine, prima sarà spostato di lì, quell?enorme animale adagiato sul fianco, prima questa drammatica vicenda diventerà solo un triste ricordo, una tragica disavventura che riempirà gli occhi di chi, sciaguratamente era su quella nave e di chi, ha nuotato in quelle acque per recuperare corpi. Quanti? Non si sa. Le storie di questa gente, le voci, gli abiti della festa, l?ebbrezza del viaggio, le aspettative del ritorno, sono state affidate al mare. Metà dentro e metà fuori. ?La Concordia? è al bivio, in una posizione tutta manichea, sospesa?Sott?acqua, le ricerche continuano, spasmodiche, sfidando il tempo, sopra, è un fermo immagine, come una cartolina, tutto immobile. Chi vincerà? La lotta tra il bene e il male, non è da ricercarsi nelle responsabilità, nei volti e nelle parole, ma in quella tensione che ancora oggi ci porta a sperare che i dispersi siano lì da qualche parte in attesa di una voce lontana e poi sempre più vicina, in quell?impresa ciclopica di evitare il disastro naturale, nella voce spezzata dei familiari che vagano nel vuoto e con amara rassegnazione già accettano la perdita. E poi c?è l?inchino, quel gesto elegante, che trasuda rispetto, orgoglio e senso di appartenenza, quell?inchino che ha congedato la Concordia, che ha abbattuto l?animale, che ha sospeso la vita. Eppure c?è una grande armonia in tutto questo, quasi naturale: ?Cum? ?Cordis? cioè ?cuori assieme?, grande unione, simbiosi tra bene e male?praticamente la metafora della vita.



