Scafati: UN PATTO SCELLERATO - L'INTERVENTO DEL SINDACO

Ricorso al Tar e azioni forti, la risposta delle istituzioni
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Sullo scempio in atto a danno della città di Scafati, è intervenuto il sindaco Pasquale Aliberti che ha definito “un patto scellerato” quanto sta accadendo al nosocomio cittadino. La protesta del primo cittadino, alla luce della delibera sottoscritta dal manager Russo non si placherà. Tutt’al più è intenzionata ad incalzare e ad...

intraprendere azioni forti. “Ancora una volta assistiamo a provvedimenti intrapresi senza preavviso – ha dichiarato il Sindaco - Mi sarei aspettato che il manager dell’Asl Sa1 ci avesse avvisato in tempo prima di firmare una delibera che impone la chiusura di reparti di fondamentale importanza per la città di Scafati. Si parla di reparti che garantiscono al nosocomio scafatese l’assistenza sanitaria urgente quali l’Utic, il reparto di traumatologia e ortopedia. Per non parlare del Pronto Soccorso destinato a diventare unità di Primo Soccorso. In quanto massima autorità sanitaria, quanto meno avrei dovuto essere avvisato, ed invece, fatto ancora più anomalo, abbiamo dovuto apprendere l’avvenuta firma della delibera dalle testate giornalistiche. Da parte nostra, metteremo in campo tutte le nostre forze per evitare la chiusura di tali reparti il prossimo mese di marzo, né consentiremo che la legge regionale possa riuscire a declassare ancora di più il Mauro Scarlato. Il ricorso al Tar procede rispetto agli effetti determinati dall’attuazione della legge regionale e non rispetto alla legge regionale, in quanto non consentito dalla legge. I nostri referenti del governo nazionale sono a conoscenza del problema sanitario. Più volte abbiamo esposto al Ministro Mara Carfagna – in occasione della sua venuta a Scafati e ancora successivamente - e all’On. Edmondo Cirielli, le nostre difficoltà attraverso lunghi colloqui che saranno oggetto di discussioni a livello nazionale. La situazione che ci troviamo ad affrontare non è altro che il frutto di una cattiva gestione da parte del governo di centro-sinistra, che avrebbe potuto evitare di distribuire prebende e consulenze a destra e a manca, riducendo in questo modo gli sprechi. Non è concepibile la chiusura di reparti che, oltre a costare all’Asl diversi milioni di euro, costituiscono parte integrante di un tessuto sociale che non può e non deve rinunciare all’assistenza d’urgenza. Così come non può rinunciare a quei reparti che, pronti per essere utilizzati ex novo, rischiano la chiusura immediata. Per non parlare, dello sperpero di risorse cui si andrebbe incontro, nel licenziare primari che poi andrebbero pagati comunque fino allo scadere dei loro contratti. Alla luce di tutto ciò, siamo pronti ad avviare manifestazioni di protesta ancora più forti per far sentire la nostra voce. Occuperemo fisicamente la struttura, ricorrendo a provvedimenti drastici, se non ci dovessero essere responsi positivi”. Francesca Cutino