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PARCO ARCHEOLOGICO DI ERCOLANO, 25 ANNI DI COLLABORAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO: UNA VISIONE CONDIVISA PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE
.Grazie al partenariato con il Packard Humanities Institute, ha preso forma ad Ercolano un percorso unico di conoscenza, tutela e valorizzazione che oggi è alla base della gestione condivisa, responsabile e sostenibile dello straordinario patrimonio ercolanese e del suo territorio
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Il 16 maggio ricorre l'anniversario dell'avvio della collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, una partnership che, da venticinque anni, rappresenta uno dei più significativi esempi internazionali di cooperazione tra pubblico e privato nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Nata nel 2001, la collaborazione con il Packard Humanities Institute – attraverso l'Herculaneum Conservation Project – ha progressivamente assunto il valore di un vero laboratorio di innovazione gestionale e culturale, fondato non sulla semplice erogazione di fondi, ma su una forma evoluta di filantropia culturale: un affiancamento costante, multidisciplinare e operativo al partner pubblico, costruito sulla condivisione di competenze, responsabilità e visione strategica.
Nel corso degli anni, il gruppo internazionale di professionisti coinvolti ha lavorato fianco a fianco con il personale del Parco, contribuendo in maniera determinante alla conservazione, alla manutenzione programmata, alla ricerca scientifica, alla formazione, alla digitalizzazione del patrimonio e allo sviluppo di nuovi strumenti di gestione del sito archeologico.
La presenza continuativa di archeologi, architetti, ingegneri, restauratori, conservatori, esperti GIS e specialisti provenienti da diversi ambiti disciplinari ha consentito di affrontare le criticità e le potenzialità offerte dal sito archeologico con un approccio integrato e sostenibile, capace di trasformare Ercolano in un modello di riferimento internazionale.
Uno degli aspetti più innovativi di questa esperienza risiede proprio nella natura del partenariato: il contributo del Packard Humanities Institute non si è mai configurato come una sponsorizzazione tradizionale, piuttosto come un investimento filantropico, orientato al rafforzamento strutturale delle capacità del soggetto pubblico, senza creare dipendenze, trasferendo metodi, conoscenze e strumenti destinati a consolidarsi nel tempo.
In questi venticinque anni il sito archeologico ha beneficiato non soltanto di interventi di conservazione e valorizzazione, ma anche della costruzione di un sistema gestionale più moderno, resiliente e proiettato sul lungo periodo. L'esperienza maturata ha favorito lo sviluppo di pratiche innovative, strumenti digitali avanzati e modelli di pianificazione condivisa che oggi rappresentano un patrimonio di conoscenze a disposizione dell'intero settore culturale.
«Raccolgo l’eredità di un lavoro straordinario costruito negli anni grazie a una gestione lungimirante e a una collaborazione pubblico-privata che ha saputo trasformare Ercolano in un modello riconosciuto a livello internazionale» – dichiara la Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano Federica Colaiacomo. «Oggi il Parco si presenta in condizioni ottimali sotto il profilo della conservazione, della gestione e della capacità progettuale, risultato di un impegno condiviso e continuo che ha visto il personale del Parco e i professionisti del Packard Humanities Institute lavorare insieme con competenza e visione comune. Questo patrimonio di esperienza comune rappresenta una base solidissima da cui proseguire nel percorso di tutela, valorizzazione e apertura sempre maggiore verso il territorio e il pubblico internazionale».
«È significativo - commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna - che il 16 maggio unisca due anniversari fondamentali per la storia di Ercolano: i 25 anni dall’avvio della collaborazione tra lo Stato italiano e il Packard Humanities Institute e i 99 anni dall’inizio della grande stagione di scavi diretta da Amedeo Maiuri. Due momenti che hanno segnato profondamente la storia degli studi, della tutela e della valorizzazione del sito, contribuendo a trasformare Ercolano in un modello internazionale di riferimento. In questi venticinque anni si è sviluppata una forma avanzata di collaborazione tra pubblico e privato, fondata non soltanto sul sostegno economico, ma sulla condivisione di competenze, responsabilità e visione strategica. Un’esperienza che dimostra come la filantropia culturale possa contribuire concretamente a rafforzare le capacità dei soggetti pubblici, generando strumenti, metodi e conoscenze destinati a consolidarsi nel tempo. Un percorso pienamente coerente con l’impegno della Direzione generale Musei nel promuovere modelli di gestione sostenibili, integrati e partecipati, in cui tutela, ricerca, innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale si sviluppano attraverso il contributo condiviso di istituzioni, competenze e progettualità comuni.»
A venticinque anni dall’avvio della collaborazione, Ercolano continua dunque a rappresentare un esempio concreto di come la filantropia culturale possa contribuire in maniera decisiva alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio mondiale, attraverso un modello di governance condivisa che guarda al futuro con responsabilità e visione restituendo alle comunità bellezza e conoscenza accessibili a tutti.



