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A SARNO CITTADINANZA ONORARIA A NINO D'ANGELO PER LA FRANA DI SARNO DEL 1998, LA DENUNCIA DI BUONAIUTO E AGOVINO (FORZA ITALIA): "COSI' SI SVUOTA LA MEMORIA DI QUELLA TRAGEDIA"
"A Sarno la memoria non è retorica. È fango, silenzio, urla nella notte. È l'alluvione di Sarno e Quindici del 1998, una ferita che non si è mai davvero chiusa. Nel 2023, a 25 anni da quella tragedia, il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Un gesto giusto. Un riconoscimento a chi, in quelle ore, ha scavato con le mani, ha salvato vite, ha rischiato tutto. A chi, come Marco Mattiucci, ha perso la propria vita per salvarne altre. Quella cittadinanza aveva un significato preciso: il sacrificio. Oggi lo stesso riconoscimento viene attribuito a Nino D'Angelo per un contributo artistico legato alla memoria. Legittimo, certo. Ma è davvero la stessa cosa? Qui non è in discussione l’arte. È in discussione il senso delle proporzioni. Perché c’è una differenza profonda tra chi quella tragedia l’ha vissuta nel fango, nel rischio, nella morte e chi la racconta. Usare lo stesso simbolo per entrambi non unisce: confonde. E nel confondere, svuota. Ma il punto, forse, è ancora più ampio. Non è un episodio isolato. È un modo di valutare, di pesare, di decidere.
A dichiararlo sono Aniello Buonaiuto, dirigente regionale di Forza Italia (foto in basso), e Giuseppe Agovino (foto in alto), già consigliere comunale di Sarno e dirigente provinciale del partito fondato da Silvio Berlusconi.




