-
CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:35
-
SILVIA DE CESARE22:06
-
UF.ST.P.A. POMPEI21:38
-
STAFF SINDACO21:21
-
UF.ST.MAURIZIO BOLLO21:56
-
LICIA GARGIULO20:28
-
CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO20:18
-
ILARIA LONGO18:43
-
SILVIA DE CESARE17:25
-
UF.ST.SOPRINTENDENZA SA E AV17:07
-
SILVIA DE CESARE16:53
-
UF.ST.P.A. ERCOLANO16:23
-
UF.ST.LIMEN FESSTIVAL19:06
-
UF.ST.COMUNE DI AMALFI18:56
-
VIRGINIA MARESCA17:45
SANITA' IN CAMPANIA, MARINO (UGL SALUTE): "UN MILIONE E MEZZO DI CITTADINI RINUNCIA ALLE CURE. E' EMERGENZA SOCIALE, SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI"
“I dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research fotografano una realtà drammatica: in Campania nel 2025 un milione e mezzo di cittadini ha rinunciato alle cure per motivi economici o per le liste d’attesa troppo lunghe. Non siamo più davanti a semplici criticità organizzative, ma a una vera e propria emergenza sociale”.
È quanto dichiara Gerardo Marino, segretario regionale Ugl Salute Campania, commentando i numeri che evidenziano come oltre un paziente su due abbia dovuto fare i conti con le cosiddette “liste d’attesa chiuse”, senza nemmeno la possibilità di prenotare una prestazione sanitaria.
“Il dato che più ci allarma - prosegue Marino - è quello relativo ai 180mila cittadini costretti a ricorrere a prestiti, con una media superiore ai 5.000 euro, pur di potersi curare. È inaccettabile che nel 2026 il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, sia subordinato alla disponibilità economica o alla possibilità di indebitarsi”.
Secondo l'Ugl Salute Campania, le cause sono strutturali e ormai note: l'utilizzo adeguato del personale sanitario, il blocco o i ritardi nelle assunzioni, il sovraccarico delle strutture pubbliche, la crescente migrazione verso il privato e un’insufficiente programmazione territoriale.
“Problemi organizzativi e funzionali - sottolinea Marino - generano inevitabilmente l’allungamento delle liste d’attesa.dell'Ugl Salute Campania chiede con urgenza un piano straordinario per lo sblocco immediato delle liste d’attesa chiuse, maggiori risorse per la medicina territoriale e la prevenzione, un monitoraggio trasparente dei tempi di erogazione delle prestazioni e misure di sostegno per le fasce economicamente più fragili. Se un milione e mezzo di persone rinuncia a curarsi - conclude il segretario regionale - significa che il sistema sta perdendo la sua funzione pubblica e universale. Come Ugl Salute continueremo a denunciare le criticità e a proporre soluzioni concrete, ma è necessario che la Regione Campania apra immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. La salute non può diventare un lusso”.



