-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET23:23
-
ENDER COMUNICAZIONI22:40
-
UF.ST.NURSIND SALERNO21:58
-
MARIATERESA CONTE21:48
-
SILVIA DE CESARE21:32
-
GIOVANNA DI GIORGIO19:39
-
UF.ST.ASSOCIAZIONE PRIMO AIUTO19:32
-
EMILIO D'ARCO STRATEGO COMUNICAZIONI19:20
-
UF.ST.P.A. ERCOLANO17:10
-
STAFF SINDACO16:58
-
ENZO RUGGIERO22:32
-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:24
-
UF.ST.FORZA ITALIA SCAFATI18:19
-
STAFF SINDACO17:45
-
UF.ST.ADRENALINE PARK19:28
SALERNO, MARE NOSTRUM – IL MEDITERRANEO CHE DANZA
La danza si fa macchina e mito nel terzultimo appuntamento della rassegna Sabato 27 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano Mechanè e Nullos Movet Aura Capillos: il corpo tra elevazione artificiale e fragilità umana
letto 153 volte
Salerno, 25 settembre 2025 - Con un doppio spettacolo visionario e potente, Mare Nostrum – Il Mediterraneo che danza prosegue il suo viaggio nel tempo e nelle culture del Mare di Mezzo. Sabato 27 settembre, a partire dalle 20, il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano ospiterà due performance a ingresso simbolico (1 euro a partire dalle 19), capaci di fondere tecnologia, mito e poesia: Mechanè del Gruppo e-motion con Mariella Celia e Ivan Macera, e Nullos Movet Aura Capillos di Virginia Spallarossa con Noemi De Rosa.
Si parte con Mechanè, un progetto site specific che dialoga con lo spazio museale attraverso suono, scultura e movimento. Il termine rimanda alla gru usata nel teatro greco per simulare il volo degli dei. Oggi, quel concetto si trasforma in un'indagine sull’ibridazione del corpo con le macchine. La danzatrice Mariella Celia si muove tra installazioni sonore ed elettromeccaniche costruite da Ivan Macera, dando vita a un corpo "altro", smembrato, ricomposto, innestato con protesi scultoree. Una riflessione sulla disumanizzazione, sulla tecnologia, sul desiderio (antico e attualissimo) di elevarsi e liberarsi. Un volo interiore e tecnologico, poetico e disturbante.
Poi Nullos Movet Aura Capillos. Seguendo il filo della classicità, la coreografia firmata da Virginia Spallarossa, in co-produzione con Borderlinedanza e Déjà Donné, si ispira alla figura mitologica di Niobe. Interpretata da Noemi De Rosa, la performance rompe l’immobilità marmorea del mito per cercare, con gesto essenziale e calibrato, un soffio vitale che la restituisca all’umano. Una danza rarefatta, che alterna sospensione e tensione, indagando le fragilità di ieri e di oggi attraverso un'estetica raffinata e tagliente. Le musiche di Luigi Boccherini accompagnano il percorso emotivo che trasfigura la tragedia antica in un’esplorazione contemporanea.
Mare Nostrum – Il Mediterraneo che danza, giunto alla seconda edizione con la direzione artistica di Claudio Malangone, è realizzato con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, nell’ambito del bando nazionale per la valorizzazione dello spettacolo dal vivo nei luoghi della cultura. Il progetto è cofinanziato dal Comune di Pontecagnano Faiano, dal Comune di Padula e dalla Comunità Montana Vallo di Diano, in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Campania.




