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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:56
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OLGA CHIEFFI22:37
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ANTONIO BENFORTE22:20
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Clelia Ardone19:42
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO19:24
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STAFF SINDACO18:46
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Luca Costanzo18:17
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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET23:23
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UF.ST.NURSIND SALERNO21:58
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MARIATERESA CONTE21:48
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SILVIA DE CESARE21:32
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GIOVANNA DI GIORGIO19:39
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UF.ST.ASSOCIAZIONE PRIMO AIUTO19:32
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EMILIO D'ARCO STRATEGO COMUNICAZIONI19:20
IL MINISTRO DELLA CULTURA ALESSANDRO GIULI E IL VICEMINISTRO EDMONDO CIRIELLI AL PARCO ARCHEOLOGICO DI ERCOLANO PER INAUGURARE UNA NUOVA FRUIZIONE, TRA DOMUS RESTAURATE E APP DIGITALE
"Il nostro obiettivo è quello di rendere il Parco Archeologico di Ercolano un luogo dove storia, cultura, tecnologia, ma anche familiarità con le nostre origini che definirei quasi sentimentale, si intrecciano per offrire ai visitatori un’esperienza senza precedenti. La sfida principale che ha caratterizzato l’intero intervento sulle domus ha riguardato la necessità di contemperare esigenze tecniche e di conservazione (come ad esempio ripristinare la stabilità strutturale) con una presentazione al pubblico che ne esaltasse le caratteristiche che le rendevano spazi del buon vivere, di vita raffinata e operosa della quale esse sono testimonianza di grandissimo valore storico e monumentale. L’ampliamento dell’area di fruizione grazie all’apertura delle domus in cui si è intervenuti è parte integrante di una visione del sito rivolta al futuro che comunica valori universali. Per farlo ci si è avvalsi delle nuove tecnologie che contribuiscono a far conoscere al mondo la ricchezza storica di questo patrimonio dell’Umanità in modo innovativo e accessibile a tutti. Con la nuova App, ogni visitatore potrà non solo esplorare i nostri siti, ma anche entrare in contatto con il nostro archivio digitale, un patrimonio che cresce ogni giorno grazie al lavoro di conservazione e ricerca che portiamo avanti con passione. Siamo pronti a proiettare nel futuro il nostro straordinario passato, e siamo pronti anche al l’avvio di nuovi scavi nell’area est della città antica: una ripresa storica delle ricerche resa possibile, come tanti altri importanti progetti, dall’eccellente partenariato pubblico privato con l’ente filantropico americano Packard Humanities Institute. L’approccio multidisciplinare e l’adozione di un piano di gestione del sito, a partire dal 2017, ha portato alla definizione di programmi di manutenzione a scala urbana che hanno disinnescato le emergenze, hanno permesso la riduzione delle aree di degrado e hanno garantito la tutela del patrimonio UNESCO”.
Progetto Domus
‘Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano’
Il Progetto Domus, di restauro conservativo di sei domus, è stato basato sul consolidato approccio che caratterizza la programmazione congiunta tra il Parco Archeologico di Ercolano ed il Packard Humanities Institute, vale a dire una efficace distribuzione delle risorse economiche che abbia come obiettivo la conservazione “orizzontale” e diffusa del Bene Culturale, al contrario dell’approccio “casa per casa”.
Alcune delle lavorazioni più complesse sono state realizzate nella Domus del Colonnato tuscanico, dove è stato effettuato un intervento di parziale sollevamento delle colonne del peristilio con annessa trabeazione, riportandolo allo stato originario di epoca romana e rafforzando la struttura statica della casa, resa finalmente visitabile.
Nelle Domus del Colonnato tuscanico e del Sacello di legno, riconsegnate oggi ai visitatori, grande attenzione è stata rivolta alle delicate pavimentazioni, in particolare quelle in battuto di cocciopesto, e al ripristino delle condizioni conservative per garantirne la stabilità in funzione della riapertura. Sono state testate nuove tipologie di malte di ripristino per verificarne la durabilità in un contesto all’aperto e soggetto a notevoli sollecitazioni meccaniche.
Le superfici decorative parietali quali dipinti murali e intonaci sono state consolidate, garantendone la protezione e assicurando una corretta gestione dell’acqua piovana. In questo modo, nell’arco di qualche anno, gli indici di umidità nelle murature saranno di molto ridimensionati rendendo possibile una ulteriore, nuova fase di interventi, volta al recupero estetico delle superfici, operazione al momento già effettuata su alcuni affreschi in idonee condizioni delle domus coinvolte.
Il progetto di restauro prevede complessivamente interventi su sei Domus, di cui quattro ora in avanzato stato di lavorazione (Casa a Graticcio, Casa del Mobilio Carbonizzato, Casa dell’Apollo Citaredo e Casa dell’Atrio a Mosaico) e rientra nel processo di programmazione congiunta e pluridisciplinare per la conservazione del sito archeologico sul modello di governance di partenariato pubblico-privato attivo da più di vent’anni tra il Parco archeologico di Ercolano ed il Packard Humanities Institute. Il risultato sul lungo periodo porterà ad attuare cicli manutentivi continui, e all’ampliamento dell’offerta di fruizione per il pubblico, con conseguente beneficio anche per le aree che attualmente soffrono di una rilevante pressione antropica.
L’intervento Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano, è finanziato con i Fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) "Vesuvio - Pompei - Napoli". Piano Sviluppo e Coesione del Ministero della Cultura - Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020, gestiti, per il Ministero della Cultura, dall’Autorità Responsabile del Piano Sviluppo e Coesione del Dipartimento per l’Amministrazione Generale, per il tramite dell’Unità Grande Pompei, per l’importo complessivo di € 5.000.000.
Casa del Colonnato Tuscanico, in un pannello l’origine della città dedicata a Ercole
La Casa del Colonnato Tuscanico si trova al centro della città antica con ingresso principale dal Decumano Massimo. Il nome deriva dal tipo di colonne utilizzate nel peristilio che racchiudeva il giardino domestico. domestico. La casa fu scavata negli ultimi anni della direzione Maiuri tra 1959 e 1960 e i restauri completati nei primi anni 70 del 900. Scavi archeologici condotti durante questo restauro hanno confermato che l’attuale planimetria, a forma di L rovesciata, deriva dalla fusione di due unità abitative del II secolo a.C. unificate soltanto nella prima età imperiale a seguito di una complessiva riorganizzazione dell’intero settore nord-occidentale dell’Insula in cui venne edificato anche il cd. Collegio degli Augustali. Le fauces (ingresso) sono affiancate da due botteghe aperte sul Decumano Massimo ma comunicanti con l'abitazione, segno che veniva gestita da chi abitava la casa. La bottega, con ingresso al civico 16, era in origine un cubicolo aperto sull'atrio, dipinta in III Stile con una scena di sacrificio alla presenza di Ercole. Sull’atrio, con originale impluvio di tufo rivestito di marmo in età imperiale e trasformato in fontana, si apre un altro corridoio dal quale si accede al peristilio con colonne che dà il nome alla casa. Su questo corridoio fu trovato un soppalco con un deposito di venti anfore. A destra nel peristilio si apre il triclinio, la grande stanza conviviale con una coppia di semicolonne sull’ingresso volutamente più largo per avere una migliore vista sul giardino le cui pareti sono decorate con immagini di Bacco e di Apollo. Sul lato ovest del peristilio si aprono gli ambienti di servizio: la cucina, con bancone e pittura di larario con serpenti agatodemoni, e i ripostigli. In una stanza al primo piano furono trovate 14 monete d’oro e un sigillo di M(arco) Co(minio) Fru(gi) probabile nome dell’ultimo abitante o proprietario della casa.
Scheda degli interventi tecnici attuati nella Casa del Colonnato Tuscanico
In ambito architettonico e strutturale, molteplici sono gli obiettivi che hanno caratterizzato la progettazione degli interventi nelle sei domus, tra cui:
-sperimentare tecniche ripetibili, in particolare relativamente al miglioramento degli interventi sugli elementi di integrazione moderna;
-sperimentare approcci per le modalità di visita in modo da ampliare l’apprezzamento e monitorare in seguito l’impatto sul patrimonio archeologico;
-affrontare il tema della protezione in situ dei reperti in legno carbonizzato, congiuntamente con interventi di restauro e consolidamento;
-affrontare lo studio della vulnerabilità sismica degli edifici, che nel contesto urbano quale è l’antica città di Ercolano non possono essere considerati come singole unità, ma piuttosto strettamente interconnessi al contesto circostante dell’insula; conseguenza delle valutazioni sulla vulnerabilità sismica è stata la progettazione degli interventi mirati al miglioramento della risposta dei ruderi alle azioni dinamiche.
La Casa del Colonnato Tuscanico rappresenta la domus in cui finora sono stati maggiormente affrontati tutti i temi sopra citati, ai quali sono state compiutamente date risposte e soluzioni. In questa domus, affetta dalle forme di degrado tipicamente causate dalla mancanza di coperture e caratterizzata dalla presenza di elementi strutturali costituiti da materiali poco compatibili con le fragili strutture archeologiche (ad esempio, architravi in cemento armato; oppure orizzontamenti di copertura eccessivamente pesanti per le murature) sono state eseguite opere che hanno interessato principalmente il quartiere del peristilio, pur non trascurando le criticità presenti nel quartiere dell’atrio (rifacimento creste murarie, sostituzione di solaio di copertura sul tablino, sostituzione di architravi in c.a. con architravi in legno).
Di particolare rilevanza è stato il delicato intervento di parziale scomposizione e sollevamento della muratura al di sopra delle colonne del peristilio con annessa trabeazione, con conseguente innalzamento delle colonne stesse mediante aggiunta di filari di laterizi, per ovviare al disallineamento degli antichi alloggi delle travi presenti nella muratura.
La maggior parte degli interventi sugli apparati decorativi selezionati in questo progetto predilige il consolidamento degli intonaci e del film pittorico, rispetto ad operazioni più estetiche come la pulitura o il ritocco pittorico, perché in fase di progettazione l’obiettivo era eliminare il rischio di perdita del bene, cercando di uniformare le condizioni conservative a quelle del resto del sito che stava cambiando.





