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PRISCO CUTINO21:57
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UF.ST.POLICHETTI21:14
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NADIA BASSANO20:58
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ANTONIO ABATE20:36
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LICIA GARGIULO18:45
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:30
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UF.ST.FORZA ITALIA SCAFATI22:15
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PRISCO CUTINO21:35
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UF.ST.UNISA SALERNO17:08
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Fabio Liguori Ambasciatore Nazionale ANTER21:53
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Monica De Santis19:36
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Staff Sindaco di Scafati19:26
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:27
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO21:27
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UF.ST.POLICHETTI21:11
NUOVO SINDACATO CARABINIERI NAPOLI: MENSA CARABINIERI NON FRUIBILE, AMMINISTRAZIONE A RISCHIO CONDANNA
Carenza di organico, turnover e traffico congestionato mettono a dura prova i Carabinieri che preferiscono digiunare piuttosto che consumare un pasto spiccio contando i minuti a disposizione.
Sono ormai croniche le segnalazioni che giungono dai lavoratori con le stellette che, in tutte “le salse” rivendicano, da mesi, attraverso l’amministrazione e le organizzazioni sindacali un pasto durante la pausa. Un diritto precluso ai Carabinieri che lavorano presso caserme facenti capo a quella di Casoria che è di fatto incompatibile con il raggiungimento della mensa di servizio in orari di punta.
La denuncia giunge da NSC “Nuovo Sindacato Carabinieri” - Segreteria Provinciale di Napoli che già lo scorso 18 aprile inviava una nota all’amministrazione chiedendo di sensibilizzare i Comandi interessati ad avviare convenzioni esterne con servizi di ristorazione o, in alternativa concedere i buoni pasto.
Onde evitare di trascorrere la pausa pranzo imbottigliati nel traffico, i Carabinieri rinunciano al diritto e sono costretti a spendere di tasca propria più di duecento euro al mese cadauno per l’acquisto di pranzi approssimati. Sono situazioni a limite considerando che una cattiva alimentazione può incidere notevolmente sul benessere psicofisico causando diversi problemi di salute. A dichiararlo, la Segreteria Provinciale NSC di Napoli, che replica: “auspichiamo che l’amministrazione si faccia carico a stretto giro per bilanciare l’interesse pubblico con quello privato onde evitare impugnazioni, poiché per gli stessi motivi, in mancanza dell’attivazione di convenzioni con ristoranti, il Consiglio di Stato si è più volte espresso che al personale spettano oltre al buono pasto anche gli arretrati”.



