DEPOSTE LE CORONE D'ALLORO IN ONORE DI ANIELLO CICALESE E DOMENICO PADUANO

Pompei celebra la Giornata della Memoria: il discorso del Sindaco D'Alessio
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Si è svolta questa mattina la cerimonia di commemorazione per le vittime della Shoah. Sotto una pioggia battente e davanti ad una folla attenta e commossa, il sindaco di Pompei, Claudio D?Alessio ha reso omaggio a due cittadini pompeiani, lo scrittore Aniello Cicalese e lo scultore Domenico Paduano ? deportati e tenuti prigionieri dalle forze nazifascista -  deponendo sulle lapidi a loro dedicate due corone di alloro. Alla cerimonia, oltre ai familiari di Cicalese e Paduano, ha preso parte il vescovo di Pompei, Monsignor Carlo Maria Liberati che ha ricordato l?impegno della Chiesa contro il fascismo, durante uno dei periodi più bui della storia dell?Italia e dell?Europa.  Per motivi personali, non è potuto essere presente l?architetto Fabrizio Gallichi, consigliere Unione Comunità Ebraiche Italiane, che ha comunque inviato il proprio messaggio di vicinanza e solidarietà al primo cittadino. Intense e profonde le parole che il sindaco Claudio D?Alessio ha dedicato ai concittadini Aniello Cicalese, Domenico Paduano e ai loro familiari ai quali, a nome dell?intera città, ha consegnato un attestato di riconoscimento.

 

Discorso:

Eccellenza Reverendissima , gentile Signora Carolina Miloro , moglie del compianto scrittore Aniello Cicalese,  gentile Signora Livia Paduano , figlia del compianto scultore Domenico Paduano, dirigenti scolastici, professori ed alunni delle scuole di Pompei, miei carissimi concittadini,oggi , 27 gennaio, giornata della memoria, siamo qui riuniti , davanti alle targhe  ricordo dei nostri illustri concittadini deportati perché Pompei, città della pace universale, NON DIMENTICA.E? una giornata che ci riporta al 27 gennaio 1945 alla data dell?abbattimento dei cancelli di Auschwitz, famigerato campo di sterminio nazista.È  una data che ci riporta alla mente le leggi razziali e la SHOAH  tendente allo sterminio del popolo ebraico.  È  una data che ci ricorda atrocità indicibili che solo al ricordo fanno rabbrividire. una tragedia umana peggiore della stessa guerra perché perpetrata contro cittadini inermi , intere famiglie , inclusi bambini innocenti che non avevano nessuna colpa perché professare un credo diverso NON E? UNA COLPA.Milioni e milioni sterminati , milioni e milioni deportati in campi di concentramento dove non solo si pativa la fame ed il freddo ma si perdeva addirittura LA SPERANZA di potersi sfamare.

Tra i deportati due nostri illustri concittadini :

-    lo scultore Domenico Paduano catturato a Lepanto ed internato nel lager nazista di Amburgo dove riusciva a sopravvivere perché artefice di diverse sculture che regalava ai suoi carcerieri . Domenico Paduano ci ha lasciato , tra l?altro, il ritratto di Ludovico Pepe e della Contessa De Fusco nonché le splendide vetrate della storica Parrocchia del SS Salvatore ;

 -     lo scrittore ed archivista Aniello Cicalese , catturato a Knin ed internato prima nel Lager di Costemplatz e successivamente a Lubecca . Attraverso il diario ? la mia prigionia ? Aniello Cicalese, Sergente Maggiore durante la guerra , ci ha lasciato una testimonianza forte ed intensa di quello che fu l?orrore dei campi di concentramento e di prigionia. Una traccia vivida della sua esperienza personale e di tutti i detenuti.

Entrambi questi nostri concittadini hanno ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana La Medaglia D?onore. Ma in questa data mi piace anche ricordare davanti a tutti voi , giovani allievi delle scuole pompeiane e carissimi concittadini altre due figure pompeiane di nascita o, direi , di adozione.Antonio Morese,  che, approfittando della conoscenza della lingua tedesca, teneva distratti i soldati nazisti  con aneddoti e barzellette per consentire ai giovani pompeiani di lanciare frutta e verdura fresca agli ebrei stipati nei treni della vergogna , durante le soste alla stazione ferroviaria di Pompei .Tutta la cittadinanza pompeiana concorreva alla raccolta del cibo. Morese ed i ragazzi di Pompei hanno per mesi rischiato la vita per questo atto di profonda umanità. Monsignor Roberto Ronca , Prelato di Pompei dal 1948 al 1955 che , rettore dell?università vaticana durante il conflitto mondiale , ospitava diversi cittadini di religione ebraica nella stessa università travestiti da seminaristi.

POMPEI CITTA? MARIANA DELLA PACE UNIVERSALE NON DIMENTICA .

L?AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI POMPEI, PROFONDAMENTE CRISTANA, CRESCIUTA ALL?OMBRA DEL CAMPANILE DEL SANTUARIO MARIANO SI OPPORRA? SEMPRE A QUALSIASI FORMA DI DISCRIMINAZIONE DI RAZZA E DI RELIGIONE .