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VIOLENTO TERREMOTO COLPISCE L'ISOLA CARAIBICA DI HAITI
Si parla di 100000 morti. Solidarietà da tutto il mondo, anche l'Italia si mobilita. Mezzostampa è vicino al popolo caraibicoUn terremoto devastante, 35 volte più potente di quello dell?Aquila, ha colpito Haiti distruggendola. Più di 100000 i morti, ma è impossibile sapere con certezza quanti sono realmente. Il presidente René Preval parla di 100mila vittime, ma la Croce Rossa fissa la cifra a 50mila vittime e oltre 3 milioni di sfollati. Presenti sull?isola anche 200 italiani. La Farnesina è riuscita a contattarne ottanta che sono considerati ormai in salvo, mentre resta la preoccupazione per decine di connazionali di cui non si hanno ancora notizie. Circa un centinaio mancano all'appello, secondo i dati della Farnesina. Il coordinamento degli aiuti sarà affidato agli Stati Uniti d?America che invieranno migliaia di soldati, mezzi navali e anfibi e una nave ospedale a soccorso della popolazione con 300 medici. Più che soldi, la popolazione ha bisogno di indumenti, vettovaglie, acqua, tende da campo. Anche l?Italia e la protezione civile italiana si stanno mobilitando con mezzi ed uomini e il primo aereo è stato già inviato. Insomma, c?è una mobilitazione mondiale in soccorso di una popolazione già di per sé disastrata, dove miseria, povertà, calamità e rivoluzioni la fanno da padrone. E sono proprio queste sacche di povertà, le favelas, dove vivono migliaia e migliaia di persone non registrate, che faranno aumentare il numero di morti.
I sismologi dell?Istituto americano di geofisica Usgs hanno classificato la prima violenta scossa, alle ore 16,53 ad appena 15 km da Port au Prince, come di magnitudo 7 della scala Richter. Ad essa sono seguite altre scosse, uno sciame sismico di altre 35 scosse, tutte al di sopra dei 4,5 gradi Richter. Dalle 23 all?1,43, si è passati da 5,9 gradi Richter a 5 gradi Richter. Insomma una ecatombe. E? stato un lungo, interminabile, ondeggiare e sobbalzare della terra: 60 secondi di terrore, di edifici che crollavano come tessere di domino, di automobili sbalzate in aria. E, purtroppo, non solo è grave il grado Richter, ma più grave ancora è la durata delle scosse. E? come scuotere un albero per far cadere le mele. Più si scuote, più cadono. Oltre a questo, il terremoto è stato superficiale, quindi ancora più disastroso. E? chiaro che i morti e i danni sono dovuti ad una caotica e pessima condizione urbanistica del territorio. Ma cosa si può pretendere da un Paese dove la povertà, il degrado e le rivolte sono all?ordine del giorno? Haiti è il Paese più povero del mondo. Nell?area dell?epicentro è crollato tutto. Ma a cosa è dovuto questo sisma? Haiti, e tutto il centro america, si trovano in una zona di scontro di zolle crostali, che si spingono con una forza incalcolabile. Questa situazione ha provocato una grossa spaccatura terrestre, che solo col tempo (molti mesi), si potrà assestare. Ma tra le cause che sicuramente hanno contribuito ai crolli e ai morti, c?è la cattiva costruzione. Sicuramente lì non esistono norme sismiche che prevedono, prima della costruzione, indagini approfondite del sottosuolo, anche ai fini sismici. In questo, l?Italia è ai primi posti come normativa, ma, come applicazione della normativa, spesso ci si dimentica che esiste.
Contro i terremoti l?unica maniera di difendersi è costruire le case, i palazzi, i ponti, a regola d?arte, secondo le norme che esistono, che sono molto rigide e anche costose, ma necessarie e vitali. E lo abbiamo visto all?Aquila, nell?80 nell?avellinese, in Friuli, e adesso ad Haiti.
Prisco Cutino






