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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:30
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UF.ST.FORZA ITALIA SCAFATI22:15
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PRISCO CUTINO21:35
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UF.ST.UNISA SALERNO17:08
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Fabio Liguori Ambasciatore Nazionale ANTER21:53
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Monica De Santis19:36
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Staff Sindaco di Scafati19:26
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:27
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO21:27
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UF.ST.POLICHETTI21:11
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MARELLA BRUNETTO E MARCO PIROLLO18:10
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SILVIA DE CESARE16:42
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staff Sindaco di Scafati11:05
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UF.ST.SBANDIERATORI CAVENSI21:42
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ANTONIO ABATE21:21
SANITA' A SALERNO, TOMMASETTI (LEGA): "CARDIOCHIRURGHI IN FUGA DALL'OSPEDALE RUGGI, SIAMO PREOCCUPATI"
Prof. Aurelio Tommasetti, Consigliere Regionale della Campania della Lega, Ordinario di Economia Aziendale e Rettore dell'Università degli Studi di Salerno“Come temevamo, l’addio del professor Iesu era solo l’avvisaglia di una fuga dall’ospedale”. Il consigliere regionale della Lega, il Prof. Aurelio Tommasetti, lancia l’allarme sulla situazione che si sta determinando al Ruggi, in particolare sui medici che si apprestano a lasciare la Torre cardiologica, a cominciare dal primario.
“Come se non bastasse la partenza del dottor Severino Iesu, si ha notizia di altri professionisti che presto non lavoreranno più all’ospedale di Salerno. Dopo il primario e il suo vicario Generoso Mastrogiovanni, si è dimesso Paolo Masiello, anch’egli tra i fondatori 30 anni fa della Cardiochirurgia del Ruggi. Corriamo il rischio di una vera e propria emorragia di medici. Un reparto che era diventato un punto di riferimento, con 800 interventi all’anno e 25mila in tre decenni, non può rimanere ostaggio delle logiche della politica”.
Tommasetti ribadisce l’esigenza di una forte presa di posizione da parte della politica e della stessa cittadinanza salernitana: “Bisogna rendersi conto che non si tratta di semplici defezioni o di pensionamenti, come qualcuno in maniera interessata vorrebbe far credere, ma di cardiochirurghi difficilmente sostituibili, la cui perdita non potrà che ripercuotersi sulla stessa esistenza di un reparto di eccellenza. Peraltro, si corre il rischio di un effetto emulazione anche in altri reparti e a pagare lo scotto della guerra di potere non possono essere certo i pazienti”.



