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PRISCO CUTINO21:57
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UF.ST.POLICHETTI21:14
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NADIA BASSANO20:58
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ANTONIO ABATE20:36
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LICIA GARGIULO18:45
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:30
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UF.ST.FORZA ITALIA SCAFATI22:15
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PRISCO CUTINO21:35
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UF.ST.UNISA SALERNO17:08
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Fabio Liguori Ambasciatore Nazionale ANTER21:53
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Monica De Santis19:36
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Staff Sindaco di Scafati19:26
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO22:27
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CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO21:27
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UF.ST.POLICHETTI21:11
DON MAURIZIO PATRICIELLO A CICCIANO PER LA XX EDIZIONE DEL PREMIO CULTURALE SAN'ANTONIO ABATE
Lunedì 16 gennaio 2023, alle 20, presso il Centro Nadur di Cicciano, si svolgerà la serata di premiazione della XX edizione del Premio Culturale Sant’Antonio Abate, promosso dal Comitato Festa Sant’Antonio Abate 2022/2023 e dalla Comunità interparrocchiale San Pietro Apostolo e Immacolata di Cicciano.
«Il Premio - spiega il parroco don Mariano Amato - è un momento importante per la comunità ciccianese. Premiando gli studenti del territorio che si sono distinti nello studio, si vuole infatti incoraggiare le giovani generazioni a coltivare le proprie capacità per poterle mettere poi a disposizione del futuro comune. Ma la serata della premiazione vuole anche essere occasione per ritrovarsi, come comunità cittadina, ad approfondire un tema di rilevanza sociale».
Sarà il saluto del vescovo di Nola, Francesco Marino, e del sindaco di Cicciano, Giovanni Corrado, ad aprire questa edizione del Premio Culturale Sant’Antonio Abate - che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Cicciano - dedicata al tema “Una terra per l’uomo” sul quale interverranno don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, e Antonio Falcone, presidente della sezione nolana dell’Associazione medici cattolici italiani, moderati dal giornalista de Il Mattino, Nello Lauro.
«Abbiamo scelto di dedicare attenzione alla nostra terra - aggiunge don Amato - perché festeggiare il nostro amato Sant’Antonio vuol dire soprattutto attualizzare la sua testimonianza di vita, vissuta alla luce del Vangelo. E Sant’Antonio, con la sua vita, ha voluto ricordare che ogni uomo, e soprattutto ogni credente, non può che abitare il territorio come spazio donato, e per questo da curare e non deturpare».




