18 DICEMBRE, CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI MIGRANTI PROCLAMATA DALL'ONU

EVENTO PROMOSSO ED ORGANIZZATO DALL'AVV. ELIANA CARBONE
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Per la celebrazione della GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI MIGRANTI proclamata dall’ONU  per il 18 Dicembre di ogni anno l’Avv. Eliana Carbone, in un evento da lei organizzato e promosso, si è relazionata ed incontrata con il Dott. Francesco Tripodi magistrato presso il Tribunale di Catanzaro sezione immigrazione e protezione internazionale e con Don Gabriele BentoglioParroco della chiesa di Sant’Agostino di Reggio Calabria nonché Direttore del centro Diocesano Migrantes e coordinamento pastorale migratoria(Arcidiocesi Reggio Calabria-Bova), Responsabile di Missione con cure di Anime, Responsabile del servizio Diocesano per il Catecumenato, delegato Arcivescovile per la vita religiosa, docente di teologia all’Istituto Teologico ed all’Istituto Superiore di Scienze religiose e Presidente del Centro Ascolto Diocesano G.B. Scalabriniani.

L’Avv. Eliana Carbone ha ricordato che "il 18 dicembre 1972, 50 anni fa, all’interno di un camion in movimento tra Italia e Francia sul Monte Bianco morirono 28 cittadini del Mali che viaggiavano clandestini da giorni verso la Francia alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita con un mezzo che avrebbe dovuto trasportare macchine da cucire. La notizia della tragedia indusse le Nazioni Unite a occuparsi delle condizioni dei lavoratori migranti e a conclusione di ciò si arrivò all’approvazione da parte dell’ONU nel 18 dicembre 1990 della “Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie”. 

"Ma la Convenzione è stata firmata e ratificata solamente da 55 Paesi e soprattutto non è stata ratificata dall’Italia, dalla Francia e da nessuno degli Stati membri dell’Unione Europea ed in uno scenario come quello attuale di un grande flusso migratorio nel mar Mediterraneo in cui i migranti, durante il viaggio, quasi sempre vengono privati della loro dignità e dei loro diritti umani dai trafficanti e con la seria possibilità per loro di perdere la vita in mare per annegamento" - ha continuato Carbone: ”E’ necessaria la massima attenzione  da parte delle Autorità competenti sull’accoglienza e sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e perciò ho chiesto al Magistrato Dott. Francesco Tripodi, attualmente componente della sezione specializzata che tratta i ricorsi in materia internazionale presso il Tribunale di Catanzaro di dare sia informazioni che la sua opinione in merito alla situazione dei migranti nel nostro Paese. 
 
Il Dott. Francesco Tripodi, intervenendo sulla questione in oggetto, ha affermato che "è un momento delicato in quanto come è forse risaputo il numero degli sbarchi che riguardano l'Italia (e quindi principalmente la Calabria e la Sicilia) dopo il calo registrato negli anni 2020 e 2021, ha subito una nuova impennata con circa a 94.000 sbarchi dall'inizio dell'anno quando nel 2021 erano stati 67.000 e nel 2020 appena 34.000". Il Giudice Tripodi ha inoltre detto: ”La fine della pandemia e poi la guerra hanno spinto verso nuove partenze.  Anche il numero delle richieste di asilo e dei ricorsi ai Tribunali per l’immigrazione è in aumento dappertutto ed è difficile prevedere gli sviluppi, ma dobbiamo registrare positivamente come la tutela dei migranti che chiedono asilo nel nostro paese è comunque assicurata; fin dall'inizio infatti il richiedente asilo, attraverso il permesso di soggiorno provvisorio ottenuto solo per effetto della domanda di asilo, trova  agevolmente lavoro in agricoltura ed anche, in misura minore secondo le opportunità nell'industria e nel commercio anche perchè è gente per lo più laboriosa, abituata molto più di noi alla fatica". 
 
"Come altri Tribunali, ha proseguito Tripodi, anche Catanzaro, opera molti riconoscimenti di protezione a coloro che, pur non potendo avere la qualifica di "rifugiati" in senso stretto, risultano venire da contesti difficili ed avere avviato un lavoro regolare mostrandosi ben inseriti nelle comunità locali (dal 2020 questa protezione è chiamata "speciale" e non più "umanitaria") e molti migranti arrivano ad esempio dal Pakistan e dal Bangladesh, mentre si pensa che la stragrande massa dei migranti sia africana". 

In conclusione secondo Tripodi "bisognerebbe anche ricordare che la convenzione ONU del 1990 è superata, era infatti nata per proteggere da abusi i lavoratori migranti nei paesi ricchi, quando ancora le migrazioni irregolari di massa non esistevano e pertanto oggi andrebbe ripensata, forse con realismo e meno retorica, ma sempre con lo scopo essenziale del rispetto della dignità di ogni essere umano, sfatando pregiudizi e razzismo". 

L’intervento dell’autorevole Don Gabriele Bentoglio si è invece incentrato sull’organizzazione dell’accoglienza offerta sul territorio. Don Bentoglio ha voluto precisare che "il Centro Diocesano Migrantes (Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova) occupa da tanti anni uno spazio importante della Diocesi non soltanto dal punto di vista Pastorale, cioè di sensibilizzazione delle parrocchie delle Comunità ecclesiali sulla questione migratoria ma anche come operatività sul campo che si concretizza sostanzialmente in due ambiti: il primo è la gestione a nome della Diocesi di Casa Farias, lasciata da Don Domenico Farias per l’attività pastorale dei Migranti, che può accogliere un gruppo limitato di ragazzi fino a 6 in situazione di emergenza e per un periodo massimo di 6 mesi, tempo in cui vengono aiutati per una gestione in autonomia ed in particolare per una formazione professionale e possibilmente per il loro inserimento nel mercato del lavoro perché l’obiettivo principale da raggiungere per il centro Diocesano dei Migrantes è l’integrazione ed inclusione sociale dei Migranti; il secondo ambito di operatività del Centro Diocesano Migrantes è invece il Centro Ascolto Diocesano Giovanni Battista Scalabrini, con sede in questa Parrocchia ma punto di riferimento  per molte realtà migratorie sia di antica immigrazione come la Comunità Marocchina e Filippina ma anche per quelle arrivate di recente.. Ed in questo Centro Ascolto, ha proseguito Don Gabriele Bentoglio, "in primo luogo si  fornisce ai migranti l’assistenza immediata nei loro bisogni primari attraverso gli alimenti o anche con il pagamento di alcune utenze domestiche ed in secondo luogo li si aiuta a regolarizzare la loro posizione con la sistemazione dei permessi di soggiorno e ad esercitare quei diritti e benefici concessi loro dallo Stato e dalla Regione ed inoltre  li si supporta con dei corsi di prima alfabetizzazione e con l’assistenza dei ragazzi di seconda generazione nel doposcuola".

La problematica dei Migrantes è stata , pertanto, affrontata da Carbone, Tripodi e Bentoglio con un proficuo scambio di informazioni e di input di interesse collettivo sulla problematica migratoria in concomitanza con la Giornata Internazionale celebrativa dei Diritti dei Lavoratori Migranti e delle loro famiglie.  

Il Dott. Francesco Tripodi magistrato presso il Tribunale di Catanzaro sez. Immigrazione 

Dott. Francesco Tripodi

Direttore del Centro Diocesano Migrantes e coordinamento pastorale migratoria(Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova)

Don Gabriele Bentoglio

L'organizzatrice dell'evento

Avv. Eliana Carbone

(Nella foto: Antonio Bentoglio ed Eliana Carbone