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CAVA DE' TIRRENI, SIGARO TOSCANO: UN ALTRO PEZZO DELL'ECONOMIA CAVESE RISCHIA DI SCOMPARIRE
L’Amministrazione comunale si allerti al più presto e ponga in essere un incontro con i vertici delle Manifatture Sigaro Toscano di Cava de' Tirreni Sembra purtroppo di assistere all’ennesimo canto del cigno dell’economia metelliana.Il Consigliere comunale di FdI Italo Giuseppe Cirielli (in foto) in merito dichiara: "Mi riferisco alla notizia giunta da Bruxelles che si è diffusa a Cava de’ Tirreni con la forza di una deflagrazione: la nuova Direttiva Tabacco all’esame della Commissione Europea che prevede la revisione delle norme in vigore dal 2014 colpirebbe al cuore proprio le Manifatture Sigaro Toscano di Cava de’ Tirreni col divieto di produrre sigari aromatizzati. Lo stabilimento cittadino rischia addirittura di chiudere se passassero alcuni provvedimenti all’esame della Commissione Europea: oltre al divieto di produrre sigari aromatizzati anche l’aumento delle accise dai 15 euro attuali a 120 euro al chilo. Pertanto chiedo, in qualità di consigliere comunale di Fratelli d’Italia, all’assessore alle Attività Produttive, Giovanni Del Vecchio, e al sindaco, Vincenzo Servalli, di fornire maggiori delucidazioni e chiarimenti in merito e, nel contempo, li invito formalmente e con urgenza a dare vita a un incontro tra i consiglieri comunali capigruppo e i vertici aziendali di MST di Cava.
L’opificio di Cava de’ Tirreni conta 110 addetti e poco meno di 2.000 indiretti ed è specializzato nei sigari aromatizzati che esporta per la quasi totalità della produzione. I toscanelli all’anice, al limoncello, alla grappa o il famosissimo Rosso al caffè sono il punto di forza dello stabilimento. Il 7 dicembre verrà presentato il nuovo testo per la revisione della direttiva accise e la Manifattura cavese, che è stata nel tempo una grande realtà produttiva nella storia cittadina, ora come non mai rischia seriamente di chiudere i battenti".



