SENTENZA SHOCK ACCUSA LE VITTIME DEL TERREMOTO DELL'AQUILA DI CONCORSO DI COLPA NELLA MISURA DEL 30%, PER NON AVER ABBANDONATO LE CASE DOPO LA PRIMA SCOSSA (SIC...): IL PARERE DELL'ESPERTA SILVANA PAGLIUCA

SILVANA PAGLIUCA, geologa, ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, moglie del compianto Sen. FRANCO ORTOLANI, prof. di Geologia presso la Federico II di Napoli, grande ambientalista
letto 508 volte
terremoto-aquila-1-1024x538.webp
Mezzostampa intervista la dott.ssa Pagliuca, geologa, ricercatrice del MIUR, moglie del compianto Senatore del M5S, Franco Ortolani, prof.universitario di geologia e noto ambientalista, sulla sentenza del Tribunale dell'Aquiladel 13 ottobre 2022 che recita così: "E' fondata l'eccezione di concorso di colpa delle vittime - si legge a pagina 16 della sentenza firmata  dal giudice Monica Croci del Tribunale civile dell'Aquila in composizione monocratica -, costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile. Concorso che può stimarsi nel 30 per cento", ovvero la misura di cui verrà decurtato il risarcimento danni stabilito. La sentenza del Tribunale civile riguarda solo alcune delle 24 vittime del crollo di uno stabile il 6 aprile 2009.
 
MEZZOSTAMPA: "Quindi è colpa anche delle vittime...dott.ssa Pagliuca, che ne pensa?"
 
SILVANA PAGLIUCA: "Senti Prisco, tu che eri amico di mio marito e sei un geologo, scrivilo a caratteri cubitali...LA SENTENZA E' UNA VERGOGNA! ACCUSARE DI CONCORSO DI COLPA LE VITTIME DEL TERREMOTO DELL'AQUILA!...Tanti anni fa, tentarono di fare lo stesso con il disastro del Vajont e FRANCO ORTOLANI denunciò tutto al Senato, atti alla mano...e ancora, continuo, LA PROTEZIONE CIVILE NON FUNZIONA...si legge nella sentenza che le persone dovevano uscire dalle case...ma per andare dove senza un piano di protezione civile comunale?"

MEZZOSTAMPA: "Francamente non ho compreso la determinazione del Giudice e quale convincimento abbia prodotto tale sentenza. Secondo il Giudice dovevano riversarsi in strada dopo la prima scossa? Ma poi chi li assicurava che una costruzione vicina non crollava seppellendoli tutti senza scampo? Silvana ci spieghi qualcosa sulla prevenzione?

SILVANA PAGLIUCA: "Allora, il rischio di un territorio rispetto ad un evento naturale è condizionato da almeno tre parametri e cioè vulnerabilitàpericolosità ed esposizione. La pericolosità indica prevalentemente la frequenza a cui un territorio è esposto per il ripetersi di particolari eventi naturali e quindi, in casi ripetitivi, aumenta la vulnerabilità dei manufatti esposti in zona e delle persone presenti in quel determinato luogo e inparticolari momenti della giornata.
Sono condizioni da tenere in considerazione per la prevenzione e la mitigazione dei rischi. Tutte le regioni italiane sono caratterizzate in prevalenza dal dissesto idrogeologico di versante ed alluvionale, non c’è regione che ne sia indenne e lo sappiamo; alcune regioni, in particolare, hanno anche il rischio sismico, bradisismico e vulcanico, nonché erosione dei litorali.
E quindi che si fa? Il nostro territorio italiano è fortemente urbanizzato ed è ovvio che il maggior rischio è nelle zone densamente abitate; quando avviene un disastro naturale e si lamentano vittime, tutti ne parlano, in altre occasioni invece no.
Ma la natura non è “assassina”, segue la sua normale evoluzione geomorfologica, geodinamica e tettonica ma pare che l’uomo non lo abbia ancora compreso bene, o almeno chi dovrebbe organizzare la messa in sicurezza del territorio anche per la tutela dei cittadini!
Noi geologi ci rifiutiamo di assecondare l’attuale sistema che privilegia l’emergenza rispetto alla prevenzione; sappiamo che a molti fa gola economicamente il post-emergenza ma intanto si perdono vite umane e questo è inqualificabile.
Mio marito, il Sen.FRANCO ORTOLANI, al Senato, aveva chiesto che lo Stato mettesse da parte, annualmente, un “tesoretto” da dedicare solo alla prevenzione ma alcuni “politici distratti”, come li chiamava eufemisticamente FRANCO ORTOLANI, sono collusi con le lobbies economiche e non sta bene!
I cittadini devono sapere che non bisogna costruire ed abitare lungo la “pista degli elefanti” e che se ricevono approvazioni, consensi e condoni da parte di amministratori ignoranti e collusi, stanno firmando la loro morte!
In occasione della Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri naturali e in cui sono coinvolti Protezione civile e Volontariato, mi sento in dovere di dire ciò che ho scritto, come studiosa del CNR, Senatrice dell’ordine dei Geologi e come cittadina attiva.
 
MEZZOSTAMPA: "Sei stata chiarissima, ti ringrazio per la lezione, sperando che arrivi ai lettori e ai politici "sordi". Adesso non possiamo fare altro che solidarizzare con le vittime e le famiglie delle vittime per una sentenza che non ha precedenti. Addirittura leggiamo:
 
"E' fondata l'eccezione di concorso di colpa delle vittime - si legge a pagina 16 della sentenza firmata dal giudice Monica Croci del Tribunale civile dell'Aquila in composizione monocratica -, costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile.

Gli eredi dei deceduti, avendo dalla loro perizie che attestavano irregolarità in fase di realizzazione dell'immobile e una "grave negligenza del Genio civile nello svolgimento del proprio compito di vigilanza sull'osservanza delle norme poste dalla legge vigente, in tutte le fasi in cui detta vigilanza era prevista", avevano citato in giudizio (per milioni di euro) sia i ministeri dell'Interno e delle Infrastrutture e Trasporti per le responsabilità della Prefettura e del Genio Civile nei mancati controlli durante la costruzione; sia il Comune dell'Aquila per responsabilità analoghe e le eredi del costruttore (nel frattempo deceduto).
 
Il Tribunale, ha riconosciuto una corresponsabilità delle vittime ricorrenti pari al 30% perché ha ritenuto siano stati imprudenti a non uscire dopo la seconda scossa (ci furono due forti scosse, una verso le 23 e una verso l'una di notte, prima di quella devastante delle 3.32); ha condannato i Ministeri dell'Interno e delle Infrastrutture (15% responsabilità ciascuno) e le eredi del costruttore (40% di responsabilità), mentre ha respinto le domande nei confronti del Comune. E pensare che persino la Cassazione ha confermato la condanna per uno dei componente della Commissione Grandi Rischi che in tv rassicurò le famiglie che potevano tornare nelle loro case e rimanerci perchè non c'era più pericolo.
Dott.ssa Silvana Pagliuca
Geol. Prisco Cutino redattore di Mezzostampa