GAS AGLI SGOCCIOLI E BOLLETTE ALLE STELLE

letto 655 volte
caro-bolletta-2022.jpg.jpeg

Non è necessario essere uno Statista di fino, per cogliere una verità elementare perfino per me, che non mi occupo di politica tout court: la politica energetica di una democrazia avanzata implica relazioni diplomatiche costruite sul realismo.

Per spiegarmi: quel culto esasperato filo-putiniano, che purtroppo aleggia anche tra la destra italiana, è francamente insopportabile. Di peggio, però c’è quell'isteria fuori controllo, che nega a priori il ruolo di interlocutore dell'Europa alla Russia (imposto dalla stessa cartina geografica), spingendola così nella bocca fumante del Dragone cinese.
Quel che è più grave, danneggiando imprese, famiglie e consumatori italiani.

Ed allora, come si evince nei tanti talk show attuali, continuate pure a disarcionare Chiunque sia in grado di articolare un minimo discorso con Putin.

La corrente dominante, il mainstream politicamente corretto, ha infatti via via criminalizzato chiunque avesse nel suo mazzo le chiavi di dialogo con Putin: da Berlusconi che, nell’incontro a Pratica di Mare arrivò ad un millimetro dall'inclusione definitiva della Russia in Occidente (ma i cronisti preferirono concentrarsi sul "lettone" dello Zar), a Salvini che da anni tiene posizioni nitidamente filoatlantiche (semplicemente insiste nella bizzarra tesi che sarebbe un errore regalare Mosca a Pechino), al recente caso di Franco Frattini, fulminato sulla via del Quirinale perché troppo "filorusso" dal Pd (erede di un partito che era filorusso con Stalin, ma così è…).

In queste circostanze la mia mente torna ai travagliati periodi dei secoli XV-XVI, allo scacchiere europeo ed a quello italiano.

All’epoca, gli stati e staterelli italiani, invece che sollevarsi e cacciare il nemico, decisero di combattere tra loro, disuniti ieri come oggi.

Ed il mai troppo preso ad esempio Machiavelli, in tutto questo dove era? Era Egli, ogni volta nel cuore degli avvenimenti storici più importanti.

Quando si pensa al ‘Principe’, ai ‘Discorsi’ ci si immagina forse che Niccolò abbia seguito il cursus normale degli uomini di lettere.

Niente di tutto questo, almeno sino al 1512 Machiavelli è stato uomo d'azione e di genio, stare fermo anche un solo giorno a poltrire in casa, senza poter contribuire fattivamente alla scena politica, gli procurava accessi di stizza e di umore malinconico.

E la stessa stizza, unita ad un sano orgoglio dell’italico utile oggi, dovrebbero guidare l’agire ed il parlare, di coloro che a balzelli e da pollai starnazzanti mediatici ci governano.

Magda Della Serra