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SCAFATI, GRIMALDI (PD), INTERROGAZIONE SU VIA NUOVA SAN MARZANO
Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti.
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I cittadini residenti in via Nuova San Marzano hanno annunciato il blocco della strada: per chiedere una concreta accelerazione dei lavori di completamento della rete fognaria, e per compulsare il dragaggio del controfosso destro del Sarno, pieno di rifiuti e detriti.
Sono richieste giuste, ed è una azione doverosa.
I continui allagamenti che interessano quella strada e quella zona, anche in assenza di precipitazioni atmosferiche, sono inaccettabili: non si può tollerare che nel 2021 cittadini siano bloccati in casa da acqua e fango, con gravi rischi per la salute e subendo ingenti danni economici.
Molti cittadini, tra l'altro, continuano a raccontare e a ribadire come il misto di acqua e fango che invade strade e case sia anche composto da pomodori marci e altri scarti della lavorazione conserviera: e cioè dalle scelte scellerate di imprenditori senza scrupoli che per aumentare il proprio profitto inquinano, arrecando danni alla salute e alla vivibilità, e scaricando sulla comunità il costo dei loro guadagni.
Su questo, insisto, quando vengono scoperti tali tipi di illeciti (scarichi industriali abusivi, assenti o manomessi, assenza di depurazione e via dicendo) le sanzioni amministrative non bastano più.
Per lor signori inquinare e pagare la multa è più conveniente e redditizio che rispettare l'ambiente e le leggi: e allora, visto che capiscono solo questo linguaggio, servirebbero la revoca della autorizzazioni, la chiusura degli impianti e pene severissime per i titolari degli impianti e per i tecnici compiacenti.
In ogni caso, proprio a sostegno della battaglia dei cittadini di via Nuova San Marzano, e per provare a tenere alta l'attenzione delle istituzioni su questo problema, negli scorsi giorni abbiamo prodotto una interrogazione consiliare a in forma scritta, per chiedere a Sindaco e agli uffici competenti:
quali siano i tempi previsti di realizzazione della rete fognaria in quella zona della città;
quali azioni, nelle more della realizzazione della rete fognaria, l'Ente abbia promosso o abbia intenzione di promuovere per evitare gli enormi danni che i continui allagamenti arrecano alla popolazione;
se Amministrazione e Polizia Municipale abbiano indagato o segnalato alle autorità competenti in merito al perché gli allagamenti si verifichino anche
in assenza di precipitazioni atmosferiche;
se gli uffici ritengano che la causa di tali allagamenti, in assenza di precipitazioni atmosferiche, possa derivare da attività antropica ed in particolar modo da attività produttive e/o industriali;
di conoscere il catasto degli scarichi delle attività produttive e/o industriali della zona, e quali siano le modalità di conferimento delle acque autorizzate per le suddette attività della zona;
se nella zona in oggetto da parte siano stati concessi ad attività industriali permessi a costruire e/o altri provvedimenti amministrativi di natura autorizzativa, atti a modificare o ampliare il carico urbanistico esistente;
se prima della concessione di tali permessi o l'emanazione di tali atti siano state prodotte verifiche di compatibilità ambientale, e verificato la sostenibilità ambientale dell'aumento di carico urbanistico autorizzato.
Hanno trenta giorni per risponderci.
Nel frattempo continuiamo a sostenere le richieste legittime e le giuste azioni di chi reclama il sacrosanto diritto a vivere con dignità e sicurezza.



