SCAFATI, RAPINATA LA FARMACIA ANGIOLILLO: PRESO IL RAPINATORE DI ORIGINE SOMALA MA SCAFATESE DI ADOZIONE

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E’ il rapper 23enne Giovanni Johnny Cirillo (nella foto) il rapinatore che ieri verso mezzogiorno ha rapinato la farmacia Angiolillo sita in via Martiri D’Ungheria 160.

Il giovane, fingendo di fare Jogging, stazionava da una mezzoretta all’esterno della farmacia su una panchina. Lo avevano notato parecchie persone mentre sostava lì, ma nessuno ha ritenuto di avvertire qualcuno all’interno della farmacia.

Improvvisamente, approfittando del fatto che non c’erano molti clienti, è entrato col volto coperto da un passamontagna che non faceva vedere il viso e la sua origine somala. Con una pistola in mano, vera o falsa che sia, ha minacciato gli impiegati dietro il bancone facendosi consegnare l’incasso di 700 euro. Incasso che gli è stato subito consegnato dagli impiegati spaventati alla vista della pistola.

Il giovane è poi fuggito cercando di mimetizzarsi tra la folla presso un centro scommesse, ma i carabinieri, a cui era già noto, lo hanno immediatamente individuato e poi arrestato. I soldi trovatigli addosso sono stati restituiti al personale della farmacia.

La rapina è avvenuta quasi in concomitanza con la visita del Governatore De Luca, il quale stava inaugurando i lavori per il dragaggio del canale Bottaro. Quindi, grande spiegamento di vigili e autorità dall’altra parte della città, con via Martiri D’Ungheria sguarnita e quindi facile preda di personaggi come Johnny il Rapper.

Indubbiamente esiste un problema di sicurezza per tutti gli esercizi commerciali e per i cittadini, sia di giorno che di sera, quando, spesso, manca l’illuminazione in alcune zone e la città è a rischio di questi episodi di cronaca nera.

Siamo stati stamane nella farmacia, già alla terza rapina, e parlando con gli impiegati ci siamo resi conto che queste rapine provocano nei rapinati delle ferite a livello psicologico, quali un sovraeccitamento che pone il rapinato in una situazione di allerta permanente, come se il pericolo di una rapina potesse tornare in ogni momento, e una difficoltà a mettersi in contatto con le emozioni e a comunicarle.

Insomma, in una rapina il danno maggiore non è sicuramente quello economico, ma è lo shock e l’incredulità. L’impressione che abbiamo avuto è che si sono sentiti violati nel loro ambiente, nel loro posto di lavoro, unitamente alla rabbia per la mancanza di sicurezza e la voglia di incolpare qualcuno per quanto subito. Ma su tutto prevale la voglia di giustizia.