RISULTATI DEL NOSTRO SONDAGGIO DEL 7 LUGLIO 2009

Pensi che tragedie come quelle dell'Aquila e di Viareggio possano essere evitate'
letto 1501 volte
terremotoaquilaansa9bis.jpg

Avevamo dato tre tipi di risposte ed il risultato dei nostri lettori/votanti (circa 1000 in 20 giorni) è stato il seguente:

41.86%

41.86% No

16.28% Possono essere attenuate come numero di morti

I ed i no hanno avuto la stessa percentuale, mentre coloro che votavano per l?attenuazione del numero dei morti, hanno avuto solo il 16,28%. E? chiaro che non tutti i nostri lettori hanno votato, perché se pensiamo che i nostri visitatori sono in media circa 500 al giorno, moltiplicato per 20 giorni, abbiamo un numero di visitatori di circa 10000 in 20 giorni. Quindi avrebbero votato appena il 10% dei nostri visitatori. Ma non è così se pensiamo che abbiamo uno zoccolo duro di nostri visitatori che si aggira sui 300 al giorno. I nostri fedeli lettori che ogni giorno ci leggono possono votare solo una volta, per cui la percentuale dei votanti si aggira sul 23,3%.

Ma veniamo ai risultati. Il 41,86% ha votato per il Sì, cioè che queste tragedie possono essere evitate. Ebbene, forse noi abbiamo commesso un errore nell?accomunare le due tragedie che, per tipologia e cause, dovevano essere diversificate.

La tragedia di Viareggio poteva essere evitata perché trattasi di un errore dovuto all?uomo. Era appena passata la mezzanotte a Viareggio, in Toscana, un treno merci, proveniente da Trecate e diretto a Gricignano (CE), che trasportava 10 vagoni di GPL , deragliava in stazione e saltava in aria. Crollarono 5 palazzine per un fronte di 800 metri. A tutt?oggi i morti sono 28, ma altri versano in condizioni critiche ed in pericolo di vita. Il gas di petrolio liquefatto(gpl), fuoriuscito da uno dei 5 vagoni che deragliarono, a contatto con l'aria si trasformò in una nube che trovò un innesco in una scintilla, da qui la deflagrazione con la potenza di una bomba devastante. Il treno era trainato da una locomotiva di Trenitalia, appartiene alla società internazionale Gatx Rail Europe con sede a Vienna. Poteva essere avitata questa tragedia? La nostra risposta è Sì, poteva essere evitata, perché a provocare il deragliamento è stato il primo carro merci, quello subito dietro la locomotiva, immatricolato dalle ferrovie polacche, ma di proprietà, appunto, della Gatx. Il vagone avrebbe subito un cedimento strutturale: si sarebbe rotto un'asse. Ed è proprio la società con sede a Vienna che deve assicurare la revisione di tutti gli elementi strutturali. Il treno procedeva a 90 chilometri orari, una velocità regolare per quel tratto di ferrovia. Il carro deragliato è stato omologato nel 2004, ma la componentistica di sicurezza è molto più antica, risale al 1974 e risulta fabbricato in Germania Est. I tecnici dell'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, al lavoro sull'incidente di Viareggio, concordano su una causa univoca, il ?cedimento strutturale" del carro.

La tragedia  poteva essere evitata. La rottura di un asse di un carrello del vagone merci è un incidente tipico che non è stato mai tenuto nella giusta considerazione nonostante l'elevatissimo rischio connesso. Questo tipo di incidente si è ripetuto innumerevoli volte, sempre fortunatamente con conseguenze meno gravi, da ultimo nei giorni scorsi sempre in Toscana, a Pisa S. Rossore ed a Prato. Il fatto che i carri possano essere di proprietà delle singole aziende produttrici delle merci trasportate e non del gruppo Fs non può essere utilizzato come giustificazione, anzi, questa circostanza pone drammatici interrogativi sulle modalità di controllo e di verifica adottate per l'ammissione a circolare sulla rete ferroviaria nazionale.

Altra causa della tragedia di Viareggio è la presenza dentro la città ormai di stazioni ferroviarie. E? un esempio di come vengono oggi costruite le nostre città. Senza un disegno organico, senza regole. Non si deve costruire a fianco di stazioni ferroviarie, industrie, stabilimenti industriali. Vanno riscritti i Piani Regolatori (zone industriali separate dalle zone residenziali) ed iniziare a demolire per modellare le città a misura d'uomo.

L?altra tragedia, precedente a Viareggio, il terremoto dell?Aquila del 2009, non poteva essere evitata, ma sicuramente poteva essere attenuata come numero di morti e di crolli. Siamo quindi dello stesso parere del 16,28% dei nostri votanti. E veniamo al perché.

L?evento sismico  ha inizio con una serie di scosse dal Dicembre 2008 fino ad oggi, con epicentri nella città dell?Aquila e della sua provincia. La scossa più forte, verificatasi il 6 Aprile 2009, alle ore 3:32, ha avuto una intensità pari a 6,3° della scala Richter. Il bilancio, ormai definitivo, è di 308 morti e circa 1600 feriti, di cui 200 gravissimi. I soccorsi, ad opera della Protezione Civile Nazionale, con a capo Bertolaso, sono stati rapidissimi e vitali. Sono crollati palazzi che non dovevano crollare, come la Prefettura dell?Aquila, L?Ospedale San Salvatore dichiarato inagibile al 90%, la cupola della chiesa delle Anime Sante situata nel centro storico della città, una parte della Casa dello Studente, l'hotel "Duca degli Abruzzi". La situazione più grave è stata in via XX settembre, dove molte abitazioni sono inagibili. Mentre alcune case sono state distrutte in parte, una è distrutta completamente vicino al palazzo dell'ANAS. Si stima che 10/15 mila siano gli edifici danneggiati. Ma anche i paesi viciniori hanno subito gravi perdite di vite umane e danni notevoli a case e chiese. Il paesino di Onna è stato raso al suolo e le vittime sono state numerose.

E? chiaro che in un Paese progredito come l?Italia, dove esistono leggi restrittive in materia di costruzioni, specialmente in zona sismica, ma anche modi per aggirare queste leggi, tragedie di questo tipo devono essere, se non evitate, ma almeno attutite, come morti e danni alle cose. La procura dell'Aquila ha fatto bene ad aprire un'inchiesta contro ignoti per omicidio e disastro colposo. L'obiettivo dell'inchiesta è quello di accertare quali materiali siano stati usati per la costruzione delle case crollate. Tra i sospetti, v'è l'uso di cemento armato contenente o sabbia marina o barre di ferro posizionate a distanze non a norma di legge o addirittura senza staffe di ferro di collegamento.

Era prevedibile il terremoto abruzzese? Diciamo subito No, non era prevedibile, ne tanto meno sono confermate le teorie dello studioso del CNR, Giampaolo Giuliani, circa l?aumento di Radon in concomitanza o prima di scosse sismiche. Però, non sono da disdegnare ricerche in tal senso, come anche studi sul comportamento degli animali negli istanti che precedono un terremoto. In ogni modo le Autorità devono prestare più attenzione ai segni premonitori, ma non è così semplice.

In teoria un sisma del 6,3° di magnitudo (e non del 5,8° di magnitudo), non dovrebbe produrre tanti danni, invece, non solo ha causato crolli di case e palazzi vecchi, ma anche edifici che avrebbero dovuto garantire maggior sicurezza perché costruiti in modo antisismico (sic!). Ma, come abbiamo detto precedentemente, esperti della Protezione Civile affermano che, probabilmente, alcuni costruttori abbiano usato sabbia di mare, che costa meno rispetto alla sabbia di cava, però la sabbia di mare contiene cloruro di sodio che col tempo corrode il ferro. Insomma il cemento non era di buona qualità. Perfino gli antichi romani utilizzavano pietre di alta qualità e calce per costruire edifici e monumenti che hanno resistito per 2000 anni. La stesso è accaduto negli anni del Rinascimento, mentre i costruttori nel Medioevo erano spesso parsimoniosi nell?utilizzare materiali di qualità e in genere hanno costruito edifici meno solidi. Di conseguenza, le opere medievali di solito subiscono più danni in un terremoto.

Solo qualche mese fa, cinque persone sono state condannate per il crollo di una scuola dovuto ad un terremoto di 5,4 gradi della scala Richter. La sua pessima qualità di costruzione è stato un fattore determinante per la tragedia che costò la vita a 28 persone, compresi gli alunni della prima elementare della piccola città.

In Italia solo il 14% degli edifici risponde a norme di protezione antisismica. Questo terremoto se fosse avvenuto in Giappone o in California, paesi con forte attività sismica, avrebbe causato danni limitati. Tuttavia, una serie di fattori rende l?Italia particolarmente vulnerabile secondo gli esperti. Anche se la città de L?Aquila si trova quasi a un chilometro di distanza dall?epicentro del terremoto, i geologi e gli ingegneri civili imputano le maggiori responsabilità del disastro all?inadeguatezza degli edifici. Molte imprese, non tutte per la verità, per avere un maggior guadagno, usano materiali scadenti, ma questo per recuperare parte dell?appalto (per opere pubbliche) vinto con un ribasso che arriva a volte fino al 50%.

Non bisogna dimenticare che l?Italia è una nazione geologicamente attiva con alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche e terremoti: in Friuli, in Garfagnana, nella dorsale appeninica umbro-marchigiana-abruzzese, in Irpinia, in Calabria, nel Gargano, nella Sicilia orientale, nello stretto di Messina e nel Catanese.  mal posta. Sarebbe bene ricordarlo sempre. ?Non uccide il terremoto, ma la casa mal costruita o mal posizionata?. Il patrimonio abitativo in Italia è, inoltre, vetusto e mal tenuto. Ma soprattutto, non si spende un centesimo per il risanamento antisismico degli edifici pubblici, preferendo  grandi opere faraoniche, sopraelevazione di edifici, una delle cause più frequenti di crollo in caso di terremoto. Come non rimanere colpiti dal crollo del miglior ospedale dell?Abruzzo, progettato nel ?61 e operativo da dodici anni, ora inagibile al 90 per cento: hanno ceduto le strutture portanti; sotto le macerie costosi impianti elettromedicali e impiantistica, i pazienti sfollati. Come è stato possibile? La verità è che la messa in sicurezza degli edifici pubblici nel nostro Paese è molto carente. Infatti ci sarebbero almeno 80 mila edifici pubblici statali molto vulnerabili: ospedali, scuole (22 mila in zona sismica, addirittura 16 mila in aree ad alta probabilità di terremoti e solo 9 mila costruiti con criteri rassicuranti), caserme, uffici, ecc.. Una realtà assurda ma spiegabile col fatto che nonostante le ripetute tragedie che hanno colpito l?Italia, le costruzioni pubbliche ?a norma antisismica? sono obbligatorie solo dal 2002, cioè dopo il crollo della scuola a San Giuliano di Puglia con la morte di 27 bambini e tre maestre.

Per chiudere questa discussione sul nostro sondaggio, c?è solo da dire una semplice cosa: ?In Italia c?è molto da fare, ma se non si comincia mai, le tragedie ci saranno sempre?.

Prisco Cutino