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GALASSO: CULTURA DE MAGISTRIS E DI MAIO NASCE E FINISCE COL FESTIVAL DI SANREMO
Lunedì è scomparso Giuseppe Galasso, il più grande napoletano vivente. Storico e moralista, animatore della civiltà napoletana, italiana ed europea. E’ stato uno dei protagonisti della cultura degli ultimi cinquant’anni. È stato anche un politico autorevole e lungimirante, al quale dobbiamo l’unica legge sulla difesa del territorio e della bellezza artistica della nostra Nazione.
Da tutto il mondo l’hanno ricordato. Ma il sindaco di Napoli de Magistris non ha speso una parola. Ieri mattina, alla commemorazione nobilmente contenuta del Maestro, svoltasi nella biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, è giunto in ritardo accompagnato da quattro accoliti. Il Governatore De Luca era lì da mezz’ora, solo e composto. Non è un caso che su Galasso non abbia detto una parola nemmeno Luigi Di Maio, candidato presidente del Consiglio e, in quanto pomiglianese, quasi napoletano. Molti hanno letto i due convergenti silenzi come un atto di ostilità politica. Magari: ci sarebbe dietro, sia pur distorto, un pensiero. In realtà né de Magistris né Di Maio sapevano, e tutt’ora sanno, chi Galasso fosse e sia. La loro cultura incomincia e finisce col Festival di Sanremo”. Lo afferma l’onorevole Amedeo Laboccetta, Deputato di Forza Italia.



